ALSAZIA: un prezioso mosaico enologico nel cuore dell’Europa (2/2)

Prosegue il racconto con la seconda puntata del viaggio in Alsazia di Chiara, se non hai ancora letto la prima parte la trovi al seguente link: Alsazia – un prezioso mosaico enologico (1/2).

Passeggiando, al fresco, tra i filari...
Passeggiando, al fresco, tra i filari…

Giusto il tempo di mettere un brezel nello stomaco e si riparte per il prossimo appuntamento: la cantina Cle De Sol. Siamo a Ribeauville. Simon, ci aspetta sulla porta, è un giovane vigneron appassionato ed innamorato di vino e del suo territorio, oltre che di motori. Un’altra piccola realtà in cui la sala degustazione si confonde con il magazzino, ma è proprio questo il fascino: si entra nel cuore della vita di questi produttori. Le pareti della stanza sono ricoperte di argilla, la stessa argilla presente nei suoi vigneti.
I vini di Cle de Sol sono un elogio alla natura ed al suo tocco, la filosofia di Simon è quella di intervenire il meno possibile sui processi di vinificazione, motivo per il quale le annate si susseguono in un racconto storico. In alcuni anni abbiamo Gewurztraminer dai profumi dolci al naso ma secchissimi alla bevuta, in altre annate il residuo zuccherino è piacevolmente presente, questo dipende anche dal comportamento dei lieviti indigeni. Non parlo certo di processi di vinificazione lasciati al caso, ma sicuro di una gran bella interpretazione di terroir e variabilità delle annate.

Cle De Sol
Cle De Sol

Oltre ai vitigni classici alsaziani, presso Cle de Sol, comincio il mio percorso di “innamoramento” dei Pinot Noir alsaziani. Nelle annate più recenti troviamo Pinot Noir scattanti, esili, di vibrante acidità; andando indietro nelle annate guadagnano in complessità, corpo e tannino che si fa più presente ma, al tempo stesso, più accattivante. Cle De Sol è una realtà giovane che vale la pena tenere sott’occhio. Producono anche degli ottimi succhi, veri e propri nettare di mele.

Il giorno seguente ci affidiamo ad una solida realtà alsaziana conosciuta in tutto il mondo, Domaine Marcel Deiss a Bergheim, una delle cantine che ha fatto la storia dell’Alsazia vitivinicola nel mondo.

Chez Marcel Deiss
Chez Marcel Deiss

Qui la sala degustazione è un elegante salotto con poltroncine e tanto di schermi su cui poter visualizzare la mappa dei territori e dei terreni. In un’ora di degustazione si viene trasportati in una full immersion sul territorio alsaziano. La scelta di questa maison è quella di non utilizzare vitigni in purezza ma blend già in vigna, infatti, lo scopo ultimo (ed a mio parere molto nobile) è quello di far capire come i medesimi vitigni possano dare risultati straordinariamente diversi a seconda del cru nel quale vengono coltivati (N.d.R.: per approfondimenti leggi cosa scrive Deiss sulla
complantation). Quindi passiamo da vini di grande aromaticità: fiori, frutti e morbidezze a vini di mineralità quasi graffiante e straordinaria complessità. Vengo folgorata da due etichette in particolare: Gruenspiel 2013, nasce sul deposito di un torrente e regala sentori di polvere da sparo, cipria ed una grande potenza alcolica che si integra perfettamente nel corpo solido di questo vino. Altenberg, Gran Cru 2011; un racconto di aromaticità, freschezza e lieve sapidità; un vino da dimenticare in cantina (se si riesce) per farsi sorprendere dall’invecchiamento.

Concludiamo con la cantina di Paul Ginglinger, al centro del villaggio di Eguisheim. Le sue vigne sorgono sui Grand Cru Eichberg e Pfersigberg. Degustiamo Riesling secchi e minerali, che ancora una volta preferisco alla versione abboccata. Mi emoziona il suo Gerwurztraminer in cui il residuo zuccherino è perfettamente bilanciato da un lievissimo tannino che solletica le gengive. Con Michel Ginglinger degusto i Pinot Nero che più mi sono piaciuti in questo viaggio; vengono affinati in vecchie barrique ereditate dai cugini di Borgogna. Sono vini scattanti nella freschezza, ma ricchi sia al naso che nella rotondità del corpo, sentori ematici e di frutto rosso tipici del Pinot Noir ed una sorprendente nota di castagna, che confesso di aver ritrovato in diversi Pinot Noir di questa regione.

Non sarebbe stata un’esperienza così coinvolgente se non avessimo accompagnato tutti questi vini alle specialità alsaziane: doveroso citare il foie gras (canard ed oie) in perfetto abbinamento con un Gewurztraminer abboccato, le deliziose terrine di carne ben supportate da Riesling d’annata, il tipico Choucroute (crauti aromatizzati al ginepro con salsiccia, stinco di maiale e prosciutto) che esige un bel Pinot Nero. La notte di capodanno non potevamo non brindare invece con un crémant d’Alsace: le morbide e sensuali bollicine alsaziane che abbiamo deciso di abbinare ad una grandiosa assiette di formaggi francesi.

Suolo alsaziano
Suolo alsaziano

Difficile riassumere e cercare di mettere ordine in tutte queste esperienze di degustazione, l’Alsazia è un mosaico di straordinaria varietà per vitigni e terroir; sicuramente non dimenticherò i sentori stuzzicanti di frutti tropicali, i profumi pastosi di cipria e roccia, le acidità custodi del futuro di questi vini, e il residuo zuccherino di misura e grande eleganza, quindi…au revoir Alsace!

Chiara EM Barlassina
Facebook: @chiara.e.barlassina
Instagram: @cembarlassina

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