Il 17 ottobre Milano ha ospitato la presentazione della Guida Slow Wine 2027. Presenti 450 produttori per circa 900 vini in assaggio. Impossibile degustarli tutti ma ci siamo impegnati per assaggiare i vini premiati dalla guida cercando di coprire tutto lo Stivale e le tipologie più importanti, senza tralasciare qualche incursione in territori o produttori meno noti.
Complesso, in assaggi “da fiera” come questi, fare un resoconto tecnico, ma ci teniamo a portare in evidenza i vini che più ci hanno colpito. E non è stato facile selezionarli, il livello medio dei vini è stato infatti molto elevato, a dimostrazione che il vino italiano ha ormai raggiunto livelli qualitativi molto rilevanti.
I nostri colpi di fulmine

In Friuli Venezia Giulia quest’anno ci ha colpito il Venezia Giulia IGT “Badie” 2022 di Sassocorno, interessante azienda sita in Corno di Rosazzo e ottenuto da vigne centenarie di tocai giallo (friulano), un vino che fermenta spontaneamente e rimane a contatto con le bucce per due settimana, il risultato è quello di una naso molto intrigante e complesso, che sa di roccia, uva passa, spezie, fiori…sorso potente e di eccezionale eleganza. Sicuramente tra i vini bianchi che più ci hanno impressionato nel corso dell’evento.
Rimanendo sui vini bianchi non possiamo non citare il verdicchio, ci ha impressionato in particolare la versione di Matelica di Casa Lucciola, con il suo Verdicchio di Matelica Riserva “Notte di Casa Lucciola” 2021, vino dal naso ammaliante di frutta bianca e anice con spezie in formazione, di grande freschezza al sorso e ottima lunghezza. Vino prospettico che evolverà positivamente per qualche lustro.
Sui vini rosati l’anno scorso, come potrai leggere nel post che avevamo pubblicato, ci colpì un grande Cerasuolo d’Abruzzo. E quest’anno ci ha colpito un nuovo interprete nella medesima tipologia. Si tratta di Caprera, azienda agricola che si trova a Pietranico (PE) e che ha presentato un vino ottenuto da una piccola vigna di 90 anni che collocata nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Parliamo del Cerasuolo d’Abruzzo “Sotto il Ceraso” 2024, rosato chiaro e luminoso il colore, naso di un’eleganza fruttata tra ciliegia e fiori che solo i migliori della tipologia possono vantare, la bocca è fresca, profonda, verve acida elettrica, sottile e sapida la chiusura.
Sui vini rossi il discorso si fa molto più ampio. Come lecito attendersi tra i vini migliori c’è molto Piemonte e, quest’anno, moltissima Toscana. Partiamo però dalla Valtellina, che ci ha colpito con il Valtellina Superiore Inferno 2024 di Marco Ferrari dal frutto goloso epperò intrigante nella sua mineralità, con un tannino magistrale allo stesso tempo fitto e cremoso. Non da meno l’Etna Rosso 2024 di Tenuta delle Terre Nere sapido e profondissimo, vino da bere ora ma che darà soddisfazioni ancora per molto.

La Toscana quest’anno ha inanellato moltissimi grandi vini, e chissà quanti altri non ne abbiamo assaggiati. Partiamo dal vino più fine, elegante e contemporaneo di tutta la manifestazione, il vino dell’azienda biologica e biodinamica di Radda in Chianti Tenuta di Carleone, il suo “Il Guercio” 2024, sangiovese in purezza che abbiamo bevuto con soddisfazione più volte, ci sembra che in quest’annata sia un vero capolavoro. Naso molto raffinato di fiori, fruttini rossi e spezie, sorso pieno di sapore ma leggero di alcol (12,5%), vino di personalità e grazia. Rimanendo nei territori del Chianti Classico, da sottolineare anche le prestazioni del Chianti Classico Riserva “Caparsino” 2022 di Caparsa agrumatissimo e dalla bella trama tannica; e dei due vini presentati da Monteraponi, ovvero Baron’Ugo 2021 e il prestigioso (e costoso) Chianti Classico Gran Selezione Bragantino 2021, due vini deliziosi, più sul frutto il primo, più prospettico il secondo, ma entrambi con un radioso futuro. Pure Montalcino e dintorni ha messo in mostra i suoi campioni, a partire da un clamoroso Brunello di Montalcino 2021 di Gianni Brunelli – Le Chiuse di Sotto, con tanti fiori ed agrumi ed un sorso fitto e sapido di grande freschezza. Non da meno il Brunello di Montalcino Riserva “Diecianni” 2016 – Le Chiuse con un olfatto che richiama la peonia e la viola, il frutto delle marasche, spezie, sorso pieno ed energico, soave e lunghissimo. Si confermano su grandi livelli sia il sempre affascinante Brunello di Montalcino “Passo del Lume Spento” di Le Ragnaie nel millesimo 2021 sia il Brunello di Montalcino “A.D. 1441” 2021 di Castello Tricerchi fresco e agrumato. Come ultimo vino toscano ci fa piacere segnalare Sassicaia 2023, vino da sempre divisivo per molti appassionati che invece scommettiamo che in questa versione possa accontentare tutti, con un frutto rosso in bella evidenza, spezie e balsami fini, dal sorso fresco e dal tannino fitto ed elegante.

In Piemonte eravamo curiosi di assaggiare i molti Barolo della non semplice annata 2022. E siamo rimasti positivamente sorpresi, con alcuni produttori che hanno saputo ottenere il meglio anche in questo millesiamo. Segnaliamo il Barolo “Vigna Rionda” 2022 di Guido Porro che sa di frutta rossa, fiori appassiti, ma anche moka e sangue ed ha uno sviluppo armonico e di golosa dolcezza fruttata. Bella performance anche quella del Barolo “Le Coste di Monforte” 2022 di Lalù dal naso delicato e dinamico e dal sorso fitto ma dolce, di ottima acidità e lunghezza. Segnaliamo anche il Barolo “Sarmassa Vigna Merenda” 2022 di Scarzello, dal naso ammaliante e il Barolo “Brea Vigna Ca’ Mia” 2022 di Brovia dal sorso pieno e fitto con una materia sontuosa. Gli ultimi due vini piemontesi che ci siamo segnalati sul taccuino dei migliori sono dell’annata 2020. Il Barbaresco “Montefico” Vecchie Viti di Roagna dal naso seducente a cui fa da contraltare un sorso serrato e fitto ancora da attendere. Il Barolo Monvigliero Riserva 2020 di Castello di Verduno con un olfatto che spazia dalle fragole alle radici e chiude lungo con un tannino dolce e fitto.

Abbiamo degustato anche altri vini che per ragioni di spazio non riportiamo in questo post ma che ci hanno colpito positivamente e che meriterebbero una citazione. Possiamo farlo nei commenti.
Eri presenti alla degustazione? Quali altri vini ti hanno colpito?
Diego Mutarelli
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