Un riesling della Nahe di Joh. Bapt. Schäfer

Ultimamente, complice il caldo, ho voglia di stappare riesling.

Oggi di parlo di un riesling tedesco della Nahe, regione attraversata dall’omonimo fiume, affluente del Reno. In Nahe vi sono circa 4.000 ettari di vigneti per una produzione complessiva di 240.000 hl/anno.

Nahe Burg Layer Schlossberg Riesling trocken 2016 - Joh. Bapt. Schäfer
Nahe Burg Layer Schlossberg Riesling trocken 2016 – Joh. Bapt. Schäfer

Nahe Burg Layer Schlossberg Riesling trocken 2016 – Joh. Bapt. Schäfer

Olfatto pulito ed elegante di frutta bianca, agrumi, menta, cardamomo. Bocca non particolarmente intensa ma nitida, con acidità ficcante.

La dinamica è però un po’ rapida ed il sorso manca di spessore e sapore.

La chiusura è sapida e di media lunghezza.

Plus: vino piacevole, terso ed elegante.
Minus: avrei preferito maggior personalità, anche a costo di perdere qualcosa in “precisione”.

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Champagne, riesling ed altri bianchi…

Oggi ti racconto di una degustazione mista a cui ho partecipato grazie all’invito di un amico. Il piacevole incontro – cena con vini portanti da noi bevitori – si è tenuto presso la Trattoria Armando & Christian, ristorante sardo in zona Porta Genova a Milano.
Ad accompagnare saporiti ed abbondanti piatti di pesce abbiamo degustato alla cieca solo champagne e vini bianchi.

Champagne, riesling e altri bianchi...
Champagne, riesling e altri bianchi…

Ecco le mie sintetiche impressioni:

Champagne BdB Grand Cru “Cuvée Le Mont Aigu” – Jack Legras
Primo naso molto sul frutto (persino lampone), poi floreale dolce e calcare.
La bocca si sviluppa con una certa morbidezza, l’acidità c’è ma è meno pronunciata rispetto a molti “moderni” BdB. La chiusura è comunque piacevolmente sapida e pulita.
Champagne semplice ma gradevole, soprattutto a tavola.

Champagne brut Rosé de Saignée – Voirin-Jumel
Colore rosso chiaro più che rosé. Olfatto di fragoline di bosco e mineralità scura.
Bocca saporita, quasi vinosa.
Vino che, sebbene sia migliorato molto nel bicchiere, ho trovato “faticoso”.
Da uno champagne cerco altro.

Champagne brut Vintage 2008 – Veuve Clicquot
Mineralità e frutta bianca al naso.
Bocca di acidità molto sostenuta ma progressione poco armonica.
Il vino risulta piuttosto “brusco” in sviluppo ed anche in chiusura.
L’annata 2008, magica in champagne, non è stata celebrata al meglio.

Sancerre Les Monts Damnés 2014 – Pascal Cotat
Naso complesso e riconoscibilissimo di agrumi (pompelmo e mandarino), fiori bianchi, sedano, pepe bianco.
La mineralità c’è sia al naso sia in bocca, ma è sottile, accompagna le altre sensazione senza mai diventare prevaricante.
Bocca succosa, dritta e saporita dalla progressione profonda.
Chiusura sapida e persistenza lunghissima.

P.s.: sono molto contento della performance di Pascal Cotat i cui ultimi assaggi non mi avevano convinto.

Chablis 1er cru v.v. Montmains 2015 – Guy Robin
Naso che si apre su note vegetali, poi frutta bianca e cereali.
Non così elegante lo sviluppo in bocca. Mi è sembrato un vino dalla materia piuttosto debole e poco profondo.

Alsace Grand Cru Riesling Muenchberg 2008 – Ostertag
Naso contraddittorio: idrocarburi e zafferano, nespola e note casearie.
Bocca amarognola e corta.
Vino (o bottiglia?) non riuscito, poco fine.

Saar Riesling 2015 – Van Volxem
Naso ricco ed esotico: cocco, mango, vegetale, spezie…
Bocca secca e profonda dallo sviluppo un po’ rigido.
Vino comunque piacevole.

Nahe Traiser Rotenfels Riesling Auslese 1992 – Crusius
Vino che apre imperfetto al naso (cassettone della nonna) per poi liberare note dolci di macedonia di frutta matura, miele, cedro.
Bocca quasi secca anche se non così lunga.
Vino interessante.

Etna Bianco Superiore 2012 “Pietra Marina” – Benanti
Naso poco espressivo e “freddo”, individuo solo una generica frutta bianca accompagnata da note di anice.
Poco espressivo anche in bocca, bloccato nello sviluppo e vuoto.
Poco convincente.
Vino che fa solo acciaio ma che manca degli aromi e della mineralità che hanno fatto di Pietra Marina il bianco etneo di riferimento.
Troppo brutto per essere vero (bottiglia infelice?).

 

 

Pfalz e biodinamica: Leiner

Dopo aver assaggiato un vino di Theo Minges, continuo il mio percorso sensoriale in Pfalz. Questa volta ti parlo di Weingut Leiner, produttore biodinamico dal 2005 (certificato Demeter).

Weingut Leiner
Weingut Leiner

Ilbesheim Pfalz Riesling Auslese 2015 – Leiner

Giallo oro luminoso e trasparente.
Pesca gialla e scorza di agrumi si alternano al primo naso, poi seguiti da un tocco di pepe bianco, la mineralità chiara ed i fiori di arancio. A bicchiere fermo esce la frutta esotica.
Ingresso in bocca caratterizzato da una dolcezza più pronunciata del previsto ma, è un attimo: il vino, di buon volume, si muove bene e con una dinamica in bocca caratterizzata dall’acidità – fitta, fine ed integrata alla perfezione – che si contrappone ad una materia ricca e di una certa grassezza.
Il risultato della battaglia è che dal centro-bocca in poi l’agrume ed il sale prendono il sopravvento accompagnando il sorso verso una chiusura lunga e pulita.
Il retrolfatto è delicatamente vegetale ed agrumato.

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Plus: finalmente un riesling compiuto, che non nasconde, sotto un’acidità verde e sgraziata, la ricchezza di frutto e la dolcezza dell’uva raccolta a perfetta maturazione.

Pfalz Riesling Auslese 2012 – Theo Minges

Bevo riesling con una certa frequenza anche se senza grande sistematicità. Come sai su Vinocondiviso te ne ho già parlato. Oggi ti racconto di un vino del Palatinato (o Pfalz), una delle regioni viticole più grandi di Germania: parliamo infatti di ben 23.500 ettari di vigneto per quasi 2 milioni di ettolitri di produzione ogni anno.

Pfalz Riesling Auslese 2012 - Theo Minges
Pfalz Riesling Auslese 2012 – Theo Minges

Possiamo considerare il Palatinato come una sorta di continuazione dell’Alsazia, con la foresta di Hardt e i Vosgi che proteggono le vigne garantendo ben 2.000 ore di sole e soli 500 mm di pioggia ogni anno.

I produttori degni di nota sono parecchi, ad esempio: Dr Bürklin-Wolf, Christmann, Theo MingesMüller-Catoir, Pfeffingen

Pfalz Riesling Auslese 2012 – Theo Minges

Naso inizialmente ritroso su toni di idrocarburi ed elastico…poi si apre e diventa più accattivante grazie alle note agrumate del cedro, esotiche dell’ananas (non troppo maturo) e floreali del glicine.

In bocca il residuo zuccherino si percepisce solo in ingresso, la bocca viene immediatamente “asciugata” da un’acidità fuori scala. Il sorso risulta per questo, a primo impatto, piuttosto brusco, poi si distende senza grande stratificazione ma con energia e sapidità che allungano la chiusura su ritorni amaricanti di pompelmo.

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Rheingau Riesling “Milestone” 2008 – Querbach

Rheingau Riesling "Milestone" 2008 - Querbach

Oggi ti parlo di Querbach, un importante rappresentante del riesling del Rheingau.

Riesling Oestrich Doosberg 2008 - Querbach
Riesling Oestrich Doosberg 2008 – Querbach

L’occasione mi è fornita dall’assaggio del seguente vino:
Rheingau Riesling Oestrich Doosberg “Milestone” 2008 – Querbach

Il vino, ottenuto dalla non facile annata 2008, si presenta con un bel colore giallo paglierino con riflessi dorati.
Il naso è molto fine ed stratificato: ananas poco maturo, mandarino, salvia, un tocco vegetale di clorofilla, leggere note di idrocarburi. Continua ad evolvere nel bicchiere sbuffando anche note di miele e spezie (cardamomo).
La bocca è secca, un’acidità agrumata sostiene il sorso che però evolve piuttosto rapidamente verso il finale. Gli manca forse un po’ di energia anche se la bevibilità è decisamente alta e la bottiglia evapora in men che non si dica.

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Plus: olfatto molto ampio e fine, grande eleganza in bocca grazie ad un’acidità saporita e ben integrata.

Minus: bocca un po’ diluita, non così fitta, probabile lascito dall’annata 2008 piuttosto piovosa.

Joh Jos Prüm, ovvero l’eleganza del riesling della Mosella

Joh Jos Prüm è senza alcun dubbio uno dei più importanti produttori della Mosella. Da qualche anno riposava in cantina un suo riesling spätlese in annata favorevole…che ho stappato senza esitazioni in concomitanza con le prime giornate di caldo primaverile.

Bernkasteler Badstube Riesling Spätlese 2008 - Joh Jos Prüm
Bernkasteler Badstube Riesling Spätlese 2008 – Joh Jos Prüm

Bernkasteler Badstube Riesling Spätlese 2008 – Joh Jos Prüm

Colore di un giallo paglierino chiaro con rapidi e luminosi riflessi verdolini.

Il naso parte agrumato (lime), poi zenzero, mineralità prorompente e fine (non il solito idrocarburo spinto insomma…), pesca bianca, clorofilla.

La bocca è entusiasmante: entra fresca e saporitissima, succosa, fitta e verticale. La progressione è dettata dall’acidità che dà slancio e profondità, ma con finezza e armonia. Il residuo zuccherino che si percepisce in punta alla lingua è un lontano ricordo, l’acidità lo compensa a centro bocca e il sale lo spazza via in chiusura.

Persistenza lunghissima e soave.

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Grasberg 2010 Marcel Deiss: l’Alsazia senza compromessi

Il Domaine Marcel Deiss si trova a Bergheim, nel cuore dell’Alsazia, e non si è mai accontentato di essere una delle aziende storiche della zona (la famiglia si occupa di vigna dal 1744!). In una zona in cui il vitigno è, in genere, ben evidente in etichetta (in passato, per i grand cru, era persino obbligatorio indicarlo in etichetta), la scelta dei Deiss è stata controcorrente. Hanno cioè deciso di puntate tutto sul terroir abbracciando la biodinamica e, soprattutto, riscoprendo l’antica pratica della complantation, una pratica agronomica che consiste nel piantare in una stessa vigna differenti varietà raccogliendole e vinificandole contemporaneamente.

Alsace Grasberg 2010 - Marcel Deiss
Alsace Grasberg 2010 – Marcel Deiss

Alsace Grasberg 2010 – Marcel Deiss

Il colore è oro antico. L’olfatto è invitante ma non sfacciato, anzi di dipana con misura ed eleganza: arancia, buccia di limone, rosa, menta, calcare, tocchi speziati.

La bocca è morbida e abboccata, si sviluppa con suadenza ma anche con una certa rapidità, arrivando un po’ bruscamente ad una chiusura piuttosto calda, caratterizzata da un retrolfatto di uva passa sotto spirito. La persistenza c’è ed è innervata da ottima scia sapida e agrumata.

Un po’ di ossidazione fa capolino in un vino interessante ma da cui mi aspettavo di più.

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Per la cronaca: il vino è ottenuto da Riesling, Pinot Gris e Gewurztraminer.