Ci vediamo a Vinissimo? 11 e 12 maggio 2019 a Biassono (MB)

Nel secondo fine settimana di maggio torna, per la seconda edizione, Vinissimo. La cornice sarà ancora il verde dei giardini di Villa Verri, a due passi da Monza.

Noi di Vinocondiviso ci saremo ed assaggeremo con curiosità le aziende espositrici ovvero produttori di vini biologici, biodinamici, naturali e vini PIWI da vitigni resistenti.

Vinissimo, 11-12 maggio 2019

Molti dei vigneron presenti sono poco conosciuti, ci aspettiamo di fare qualche bella scoperta!

La lista degli espositori la trovi qui: Produttori presenti a Vinissimo 2019

Durante il week-end di Vinissimo sarà possibile partecipare gratuitamente a degustazioni guidate, gite nella vigna didattica di Biassono e, su prenotazione, ai 2 incontri culturali nel nostro “Salotto del Vino”.

Sabato 11 Maggio: “Incontro sui Vitigni Resistenti” con la partecipazione dell’Azienda Nove Lune (BG) e della nostra Alessandra Gianelli.

Domenica 12 Maggio: “Incontro sul Vino Biologico” con la partecipazione dell‘Azienda Tocco d’Italy e di Pio Rossi della Scuola Agraria del Parco di Monza.

Il costo di ingresso è di soli 10 € ma 100 nostri lettori avranno uno sconto del 20%, di seguito tutti i dettagli per approfittarne:

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Ci vediamo a Vinissimo!

Due vini naturali a confronto

Oggi ti parlo di due vini del filone cosiddetto “naturale”, ovvero vini prodotti da vigneron che hanno un approccio non interventista in vigna ed in cantina.
Quindi vendemmie manuali, condotta della vigna con criteri biologici o biodinamici, rinuncia a pesticidi di sintesi, erbicidi o insetticidi.
In cantina si opta per fermentazioni spontanee senza aggiunta di lieviti o enzimi, senza il controllo delle temperature, rinunciando ad additivi e correttori, e limitando il più possibile l’utilizzo di solforosa, che comunque in imbottigliamento è consentita.
Insomma, il controllo (in tutte le sue forme) nella filosofia naturale è visto come un’azione che toglie autenticità – potremmo dire verità – al vino, che deve invece rispecchiare, costi quel che costi, il territorio ed il millesimo di provenienza.

I risultati?
A volte straordinari – possono definirsi naturali (prima che questo termine avesse il significato “politico” che assume oggi) – molti dei migliori vini del mondo.
Altrettanto spesso però i vini risultano poco aggraziati, spigolosi, l’olfatto può presentare note animali o la pungenza della volatile.
Al di là delle buone intenzioni insomma, come sempre, bisogna saper distinguere e valutare senza pregiudizi ma anche senza partigianeria.

Inizio a raccontarti di un vino della maison Ligas, azienda vitivinicola che si trova nel nord della Gracia, in Macedonia. Ligas è senz’altro uno dei riferimenti della filosofia di vino naturale in Grecia, dichiara di ispirasi
persino ai principi della permacultura di Fukuoka e della sua “agricoltura del non fare”.

Assyrtiko 2017 – Maison Ligas

Vino vinificato con macerazione sulle bucce in acciaio e poi affinato sia in acciaio sia in barrique usate (da Selosse). Nessuna aggiunta di solforosa.

Il vino si presenta giallo dorato luminoso e trasparente.
Primo naso sul leggero idrocarburo, a seguire alghe, scorza d’arancia, fiori bianchi e tanta macchia mediterranea. Poi ancora sensazione marine e di bergamotto.
Ingresso in bocca brusco, decisamente secco ma di una certa ampiezza. Lo sviluppo è piuttosto rapido con tannino percepibile e finale piuttosto alcolico e un po’ troppo amaro (erbe amare).

+ vino decisamente interessante al naso, con dei richiami marini e agrumati di grande finezza

– irruente in bocca, avrei preferito uno sviluppo meno rapido e più graduale. La chiusura è furiosamente sapida (plus) ma anche piuttosto amara

L’altro vino di cui ti parlo viene invece dalla Spagna, una Spagna “minore” dal punto di vista vitivinicolo, la regione della Mancia.
L’azienda si chiama Bruno Ruiz, 65 gli ettari di proprietà condotti in regime biodinamico. Parco vigne decisamente vecchio e dedicato a vitigni autoctoni come Tempranillo, Tinto Velasco e Airén.

Airén ‘Pampaneo Ecologico’ 2017 – Esencia Rural – Bruno Ruiz

Vino macerato 2 mesi in acciaio da viti ad alberello di oltre 100 anni.

Il colore del vino richiama l’ambra.
Olfatto spiazzante e complesso: agrumi, panpepato, erbe officinali, spezie…una girandola di profumi che si inseguono e cambiano di continuo.
Al palato è molto intenso, saporito, salato, con progressione entusiasmante fatta di leggerissima astringenza, noti dolci/amare, acidità vivacissima.
Chiude con ottima persistenza su ritorni di caramella al rabarbaro.

+ Vino complesso e divertente, da scoprire ad ogni sorso e da seguire in un crescendo di sorpresa.

+ Originale e spiazzante ma godibilissimo

Tipografia Alimentare: un nuovo posto a Milano dove farsi sorprendere da vini e cucina.

Tipografia Alimentare è il nome di un nuovo bistrot che ha aperto a Milano in zona Gorla. Approfittando di una pausa pranzo sono andato a curiosare e… non me ne sono pentito!

Tipografia Alimentare
Tipografia Alimentare

Un semplice e lineare arredamento retrò riadatta una vecchia tipografia facendola diventare un accogliente bistrot di stampo nordeuropeo. Il locale promette artigianalità e originalità sia nella proposta gastronomica sia nella scelta dei vini, prevalentemente naturali.

La sera la cucina è chiusa quindi ti consiglio, se vuoi gustare il menu della Tipografia, di organizzarti per il pranzo, ne vale la pena! La proposta è limitata ma molto interessante e fa ampio uso di verdure e spezie, ma non è certo un posto per soli vegetariani. Il menu è così suddiviso in 5 categorie: Insalata / Proteina / Verdura / Crostone del giorno / Dolci e Frutta.

Ho esitato a lungo, nella sezione Proteina, tra “Tartare di pecora, piselli, tarassaco, maionese” (12 €) e “Uovo cremoso, senape, luppolo, ortica, aglio orsino” (5 €), optando infine per quest’ultimo. Piatto goloso, con l’uovo che si accompagnava benissimo all’ortica. Molto interessante.

Ho poi scelto, dalla sezione Verdura, “Carote, sommacco”, lo vedi in foto: due carote di Polignano cotte al forno con il sommacco, una spezia ottenuta dai frutti di una pianta presente sia in Medio Oriente sia in sud Europa (in Italia in particolare nelle province di Trapani e Palermo). Il tutto sormontato da rondelle di carota e ancora da sommacco. Il gusto acidulo della spezia si sposa benissimo con la dolcezza della carota. Piatto sorprendente, un assoluto di carota che mi ha lasciato a bocca aperta: buonissimo!

Peraltro abbinamento perfetto con il vino che ho scelto, Attention Chenin Méchant 2016 – Nicolas Reau, uno chenin di grande personalità: agrumi e mare appoggiati su un leggero sottofondo mielato. Acidità succosa ma non aggressiva in bocca per un finale profondo, aggraziato e salatissimo.

#Enozioni2018: i migliori assaggi all’evento AIS Milano

#Enozioni2018 a Milano

L’AIS Milano inizia il 2018 con il passo giusto: #Enozioni2018. Si è trattato di un evento di ben tre giorni (26-27-28 gennaio 2018) interamente dedicato al vino. Tra cene di gala, premi, seminari e banchi di assaggio.

#Enozioni2018 a Milano
#Enozioni2018 a Milano

Ho partecipato ai due banchi di assaggio del 28 gennaio: uno dedicato ai vini naturali e l’altro ad un Giro d’Italia attraverso il vino con aziende agricole selezionate a cura dell’AIS.

Oggi ti racconterò solo dei vini che mi hanno colpito maggiormente nel corso dei banchi di assaggio per una volta non troppo affollati e che davano l’opportunità di un tranquillo dialogo tra degustatori e produttori.

Nella sezione dedicata ai vini naturali molti i bicchieri di interesse.

Rkatsiteli 2016 - Pheasant's Tears
Rkatsiteli 2016 – Pheasant’s Tears

 Il colpo di fulmine l’ho avuto per un vino georgiano. Si tratta del Rkatsiteli 2016 di Pheasant’s Tears: il vino fermenta e affina nelle anfore interrate tipiche della Georgia (Qvevri). E’ un vino che può spiazzare ma proprio per questo mi ha rapito. Il colore è dorato con riflessi color ambra, evidente lascito della lunghissima macerazione a grappoli interi. Il naso è molto complesso: mandorla amara e miele, si gioca con una lieve ossidazione mai prevaricante, poi fiori dolci e scorza di arancia. Al sorso il vino è decisamente tannico anche considerando che ci troviamo al cospetto di un orange wine. La morsa tannica non blocca però lo sviluppo, anzi dà sapore e sostiene una progressione dettata da acidità e sapidità. La chiusura è lunghissima su ritorni di radice di liquirizia.

Altro vino molto intrigante il Priorat Muscat 2014 di Terroir al Lìmit, un vino biodinamico spagnolo in cui le caratteristiche aromatiche del vitigno di partenza passano decisamente in secondo piano. I giallo oro del bicchiere offre al naso albicocca fresca, erbe aromatiche, uva passa e fiori appassiti. Il vino è ampio ed agile allo stesso tempo. La grande dinamica in bocca lascia sul cavo orale una scia salata, in vino risulta denso in sapore ma snello al sorso.

Per chiudere con i vini stranieri non può mancare lo Champagne g.c. Extra-Brut Shaman 13 – Marguet, un vino ottenuto da un blend di pinot noir (in prevalenza) e chardonnay che unisce complessità, droiture e personalità ad una facilità di beva disarmante.

Passando ai vini italiani mi ha colpito per la seconda volta di seguito (la prima volta era stato al Live Wine 2017, qui il resoconto) il Catarratto Saharay 2015 di Porta del Vento. Molto centrati e golosi anche i Dolceacqua 2016 di Maccario Dringenberg, in particolare il Luvaira, già in beva in questo momento, ed il Curli che invece risulta più compresso ma di grande prospettiva, ci scommetto!

Un plauso anche ai convincenti vini Marta Valpiani, in particolare al “Rosso” Romagna Sangiovese Superiore 2015 e al “Crete Azzurre” Romagna Sangiovese anch’esso 2015: vini floreali, “ciliegiosi” e sfaccettati, sapidi e dal tannino fitto e fine, con una complessità speziata in più a favore del Crete Azzurre.

Giornata ricca di assaggi interessanti a #Enozioni2018, non mancherò di certo alla prossima edizione ad inizio 2019 e naturalmente ti terrò informato dell’evento!