Terrano 2015 – Lupinc

Oggi ti parlo di un vino del Carso, ma non della mia amata vitovska. Questa volta ti racconto del terrano, un vino rosso scontroso, molto acido e spesso rustico che viene servito, come vino da tutto pasto, nelle osterie della zona, le cosiddette osmizze. Il terrano di oggi è però di ben altra fattura pur mantenendo una piacevolezza da vino quotidiano. Si tratta del terrano di Lupinc.

Terrano 2015 - Lupinc
Terrano 2015 – Lupinc

Venezia Giulia IGT Terrano 2015 – Lupinc

La veste è un bel rosso rubino illuminato da riflessi porpora.

Olfatto accattivante e piuttosto variegato: susina, fiori rossi, pepe, china, lavanda…

Bocca saporita e beverina, l’acidità è sostenuta, come richiede il vitigno appartenente alla grande famiglia dei refosco. La verve acida è però ben addomesticata nel corpo del vino, che risulta equilibrato e di grande piacevolezza. Dopo la deglutizione la bocca resta sapida e succosa.

Plus: vino che coniuga irruenza e semplicità di beva.

85

Roussette de Savoie Marestel 2015 – Eugène Carrel

Sono passati già due anni da quando scrissi un post introduttivo sui vini della Savoia. Da allora, come sai, ti ho aggiornato di assaggi e scoperte del terroir savoiardo. Continuo oggi con un produttore che è piuttosto benvoluto dalla guida La Revue du Vin de France ma che in questo assaggio mi ha deluso senza mezze misure.

Roussette de Savoie Marestel 2015 - Eugène Carrel
Roussette de Savoie Marestel 2015 – Eugène Carrel

Roussette de Savoie Marestel 2015 – Eugène Carrel

Colore paglierino con riflessi verde-oro.

Naso di fiori gialli (tarassaco), pesca, fieno ed un tocco pungente e non troppo fine di lacca.

La bocca è piuttosto calda in ingresso, poco mobile anche a causa di una certa grassezza; cerco, invano, un guizzo acido che avrebbe riequilibrato il sorso che chiude, peraltro, amarognolo.

73

Minus: il vitigno altesse è una brutta bestia: morbido ed alcolico, ma anche con grande sapore ed estratti, può dar vita a vini longevi e di carattere. Se la quadratura del cerchio non riesce il vino può risultare, come in questo caso, faticoso. Non ha di certo aiutato l’affinamento di parte della massa in barrique.

Pfalz Riesling Auslese 2012 – Theo Minges

Bevo riesling con una certa frequenza anche se senza grande sistematicità. Come sai su Vinocondiviso te ne ho già parlato. Oggi ti racconto di un vino del Palatinato (o Pfalz), una delle regioni viticole più grandi di Germania: parliamo infatti di ben 23.500 ettari di vigneto per quasi 2 milioni di ettolitri di produzione ogni anno.

Pfalz Riesling Auslese 2012 - Theo Minges
Pfalz Riesling Auslese 2012 – Theo Minges

Possiamo considerare il Palatinato come una sorta di continuazione dell’Alsazia, con la foresta di Hardt e i Vosgi che proteggono le vigne garantendo ben 2.000 ore di sole e soli 500 mm di pioggia ogni anno.

I produttori degni di nota sono parecchi, ad esempio: Dr Bürklin-Wolf, Christmann, Theo MingesMüller-Catoir, Pfeffingen

Pfalz Riesling Auslese 2012 – Theo Minges

Naso inizialmente ritroso su toni di idrocarburi ed elastico…poi si apre e diventa più accattivante grazie alle note agrumate del cedro, esotiche dell’ananas (non troppo maturo) e floreali del glicine.

In bocca il residuo zuccherino si percepisce solo in ingresso, la bocca viene immediatamente “asciugata” da un’acidità fuori scala. Il sorso risulta per questo, a primo impatto, piuttosto brusco, poi si distende senza grande stratificazione ma con energia e sapidità che allungano la chiusura su ritorni amaricanti di pompelmo.

88

 

Roberto Conterno non si ferma più e acquista Nervi a Gattinara!

La notizia è clamorosa: Roberto Conterno dopo aver ampliato i vigneti di proprietà in Langa continua lo shopping ed acquista nientemeno che Nervi, storica azienda di Gattinara.

breaking news: Conterno acquista Nervi
breaking news: Conterno acquista Nervi

La notizia è filtrata attraverso i social di un importatore estero dei vini di entrambe le aziende.

Contattato mi ha confermato lo scoop, allegandomi addirittura la mail ricevuta da Cantine Nervi, come ho documentato sulla pagina Facebook di Vinocondiviso.

Ti terrò aggiornato degli sviluppi di questa notizia. Stay tuned!

Tipografia Alimentare: un nuovo posto a Milano dove farsi sorprendere da vini e cucina.

Tipografia Alimentare è il nome di un nuovo bistrot che ha aperto a Milano in zona Gorla. Approfittando di una pausa pranzo sono andato a curiosare e… non me ne sono pentito!

Tipografia Alimentare
Tipografia Alimentare

Un semplice e lineare arredamento retrò riadatta una vecchia tipografia facendola diventare un accogliente bistrot di stampo nordeuropeo. Il locale promette artigianalità e originalità sia nella proposta gastronomica sia nella scelta dei vini, prevalentemente naturali.

La sera la cucina è chiusa quindi ti consiglio, se vuoi gustare il menu della Tipografia, di organizzarti per il pranzo, ne vale la pena! La proposta è limitata ma molto interessante e fa ampio uso di verdure e spezie, ma non è certo un posto per soli vegetariani. Il menu è così suddiviso in 5 categorie: Insalata / Proteina / Verdura / Crostone del giorno / Dolci e Frutta.

Ho esitato a lungo, nella sezione Proteina, tra “Tartare di pecora, piselli, tarassaco, maionese” (12 €) e “Uovo cremoso, senape, luppolo, ortica, aglio orsino” (5 €), optando infine per quest’ultimo. Piatto goloso, con l’uovo che si accompagnava benissimo all’ortica. Molto interessante.

Ho poi scelto, dalla sezione Verdura, “Carote, sommacco”, lo vedi in foto: due carote di Polignano cotte al forno con il sommacco, una spezia ottenuta dai frutti di una pianta presente sia in Medio Oriente sia in sud Europa (in Italia in particolare nelle province di Trapani e Palermo). Il tutto sormontato da rondelle di carota e ancora da sommacco. Il gusto acidulo della spezia si sposa benissimo con la dolcezza della carota. Piatto sorprendente, un assoluto di carota che mi ha lasciato a bocca aperta: buonissimo!

Peraltro abbinamento perfetto con il vino che ho scelto, Attention Chenin Méchant 2016 – Nicolas Reau, uno chenin di grande personalità: agrumi e mare appoggiati su un leggero sottofondo mielato. Acidità succosa ma non aggressiva in bocca per un finale profondo, aggraziato e salatissimo.

Givry: nel cuore della Côte Chalonnaise

L’assaggio di un vino mi porta a parlarti oggi della Côte Chalonnaise: 25 kilometri di vigne tra la Côte de Beaune a nord ed il Mâconnais a sud.

La Côte Chalonnaise
La Côte Chalonnaise

Photo credit: Millebuis

Givry è una denominazione dedicata in gran parte alle uve rosse di pinot noir (238 ettari contro solo 46 ettari vitati a chardonnay).

Anche per Givry fu fondamentale la presenza dei monaci benedettini dell’abbazia di Cluny prima e dei cistercensi poi. L’AOC Givry fu istituita nel 1946 e insiste su tre comuni: Givry, Dracy-le Fort e Jambles.

I vini della zona sono senza ombra di dubbio meno celebri e complessi dei vini della Côte de Nuits ma la notizia positiva per l’appassionato è che, cercando con attenzione, è ancora possibile acquistare vini di interesse a prezzi accessibili.

Givry 2015 – Domaine Desvignes

L’azienda Domaine Desvignes è sita proprio a Givry ed il vino in questione è un base senza indicazione di vigna.

Il vino si presenta di un rosso rubino vivo e luminoso con un naso piuttosto primario ma accattivante: frutta dolce (lampone) e acidula (melograno), aghi di pino, violetta.

La bocca è ficcante e profonda, non così articolata, giocata tutta sulla freschezza ed il sapore. L’equilibrio complessivo è però mirabile, il sorso risulta aggraziato e goloso. Sapida la chiusura con un tannino delizioso in fin di bocca.

Semplice ed appagante.

88

Domaine Didier Dagueneau, il maestro di Pouilly

Blanc Fumé de Pouilly 2008 - Didier Dagueneau

Didier Dagueneau è stato probabilmente il più importante viticoltore della Loira. Discepolo di Henri Jayer, Didier era un convinto sostenitore della biodinamica che però sperimentò senza integralismi né paraocchi, discostandosi dalla rigidità dei canoni imposti dalle certificazioni.

Di seguito ti riporto uno stralcio di un’intervista riportata da Tipicamente.it che mi pare particolarmente significativo:

Sono molto legato alla biodinamica, ma non cerco di rivendicare un’etichetta come viticoltore. Mi ci sono ispirato tantissimo ma con il tempo sono diventato anche più pragmatico. Mi dà fastidio l’integralismo sulla materia. I puri ed i duri della biodinamica, molte volte, vanno troppo lontano senza volere sentire parlare della scienza, di cui abbiamo bisogno. Non voglio privarmi di alcuni prodotti sotto il pretesto che non sono omologati in biodinamica.

Certi biodinamici integralisti sono andati troppo lontano e si sono privati di tutto. Si sono serviti della biodinamica per i loro propri progetti estremisti. Io, invece, amo avvicinarmi in maniera aperta senza seguire delle dottrine. Qualche anno fa ho rischiato di tagliare fuori la biodinamica dalla mia vita, perché stava prendendo una piega che non mi piaceva.

Ed è per questo che posso parlarne. Noi siamo andati avanti senza ascoltare nessuno e abbiamo pagato un prezzo molto alto. Oggigiorno, con circa 20 anni d’esperienza, riusciamo a capire quello che funziona e quello che non funziona.

Didier è morto prematuramente nel settembre del 2008 e da allora gli 11,5 ettari sono gestiti con grande attenzione dai figli Louis-Benjamin e Charlotte.

Tutto ciò per raccontarti di un suo vino che ho bevuto di recente e che mi ha rapito. Un vino che ha surclassato i vini che aveva al suo fianco. E che vini: Krug, Dauvissat, Bruno Clavelier, Bruno Giacosa, Michel Gerin…

Ad onor del vero non è stato un plebiscito, tra i compagni di bevuta c’è chi ha preferito altri vini, ma le mie papille gustative sono state prese in ostaggio dal vino di Dagueneau.

Blanc Fumé de Pouilly 2008 – Domaine Didier Dagueneau

Il naso è molto intenso, ancora fruttato, di un frutto rosso e dolce come raramente se ne sentono in un vino bianco (lampone). Al lampone si affianca, netto e penetrante, il tartufo bianco. Con l’ossigeno l’olfatto si distende, fa capolino la salvia ed il pepe bianco. La bocca è energica e dinamica, di un raro equilibrio, tra acidità agrumata, sale e sapore. Un vino voluttuoso ed elegantissimo, profondo e armonico.