La Corsica è una terra che sorprende. Basta allontanarsi di pochi chilometri dalle spiagge per scoprire un’isola dal carattere forte, dove montagne impervie, boschi profumati e una natura ancora autentica convivono con una tradizione vitivinicola antica e profondamente identitaria.
Durante le vacanze ho soggiornato nella parte settentrionale dell’isola, ai piedi del Cap Corse, una delle zone più affascinanti per gli appassionati di vino. Qui il paesaggio è dominato da vigneti che guardano il mare, accarezzati dai venti che arrivano dal Mediterraneo e circondati dalla tipica macchia corsa, un elemento che sembra ritrovarsi spesso anche nei profumi dei vini.
Il cuore enologico della regione è senza dubbio Patrimonio, la prima denominazione d’origine riconosciuta in Corsica nel 1968 e ancora oggi considerata una delle più prestigiose dell’isola. I vigneti si sviluppano su terreni prevalentemente calcarei e argillosi, una rarità nel contesto geologico corso, che conferisce ai vini eleganza, struttura e una spiccata impronta minerale.
Il vitigno simbolo della denominazione è il Niellucciu, parente stretto del sangiovese, capace di dare vita a rossi di notevole personalità e rosati tra i più interessanti del Mediterraneo. Accanto a lui trovano spazio il Vermentinu, autore di bianchi intensi e sapidi, e in misura minore altre varietà autoctone che contribuiscono a raccontare la ricchezza viticola dell’isola.
Interessante notare come l’Appellation Patrimonio sia la prima (e mi risulta unica) in Francia ad aver vietato espressamente a disciplinare l’utilizzo di diserbanti in vigna. I circa 40 produttori che ad oggi escono sul mercato con vini Patrimonio AOP, dai più grandi a più piccoli, hanno concordato nel darsi questa regola particolarmente stringente e dal forte impatto comunicativo.
Poco più a nord si estende invece la denominazione Cap Corse, una striscia di terra spettacolare protesa verso il mare. Qui la viticoltura assume spesso i contorni dell’eroismo, con vigneti coltivati su pendii scoscesi e terrazzamenti affacciati sulle coste. Oltre ai vini bianchi, rossi e rosati, questa zona è storicamente famosa anche per i suoi vini liquorosi e per il celebre Muscat du Cap Corse, una delle espressioni più caratteristiche della tradizione locale.
Tra piccole cantine, panorami mozzafiato e bicchieri condivisi al tramonto, ho avuto l’occasione di assaggiare diversi vini provenienti da queste due denominazioni. Di seguito troverete le mie impressioni e le note di degustazione dei vini che mi hanno accompagnato durante questo viaggio nel volto più autentico della Corsica.
I vini assaggiati


Patrimonio Rouge “Crème de Tête” 2024 – Clos de Bernardi
Azienda fondata nel lontano 1880 da Xavier de Bernardi. L’azienda possiede circa 11 ettari ed è certificata sia in biologico che in biodinamico. 100% niellucciu per un vino dall’olfatto di frutta rossa (ciliegia, anguria), poi viola e pepe verde. Sorso di ottima freschezza, tannino ben presente ma saporito e funzionale a dar spessore e stratificazione al sorso. Alcol (13,5%) ben integrato. Chiusura floreale e di frutti rossi. Un vino di impatto materico che resta però agile alla beva.
Vin de France “Rosé d’une Nuit” Rosato 2025 – Famille Marfisi
Clos Marfisi è un’azienda artigiana biologica di Patrimonio. Anche in questo caso la storia dell’azienda è molto antica, siamo ad oggi arrivati alla quinta generazione, l’azienda è sempre stata una questione di famiglia insomma! E questa storia porta in dote vigne molto belle e in gran parte decisamente vecchie. Il vino che abbiamo assaggiato è un rosé de saignée (da salasso) ottenuto da niellucciu dal colore cerasuolo. Naso goloso di caramella alla fragola, arancia rossa, macchia mediterranea. Sorso fresco e succoso, di un certo impatto (non è un rosato da aperitivo ma piuttosto da tutto pasto), piuttosto rapido nello sviluppo, la chiusura è però salata e persistente con ritorni di erbe amare e agrumi. Vino molto intrigante e persino divertente nell’alternare un olfatto di frutta dolce ed una chiusura di bocca di erbe amare, da provare!



Patrimonio Rosé “Terribile” 2025 – Domaine Murtone
Altra azienda di Patrimonio con 10 ettari di vigna di proprietà. Rosato chiaro da niellucciu. Fragoline, pesca bianca, fiori dolci ed echi marini al naso. Sorso scorrevole, sviluppo rapido che però si fa apprezzare grazie ad un’acidità vivace e ben integrata. Chiusura sapida anche se non particolarmente lunga. Un vino semplice e schietto, ottimo compagno della tavola.
Patrimonio Rouge “Terribile” 2025 – Domaine Murtone
Il bicchiere assaggiato in azienda non ha convinto appieno. Risulta giovane e vinoso con un’acidità volatile sopra le righe.
Patrimonio Rouge Cuvée Prestige “Superbu” 2025 – Domaine Murtone
Questo vino, 100% niellucciu, è molto più a fuoco: frutto rosso dolce e carnoso (amarena), viola, humus. Sorso di grande verve acida con tannino saporito. Lineare e semplice nello sviluppo. Chiude agrumato e lungo. Vino ben fatto che va sicuramente atteso ancora qualche anno.



Patrimonio Blanc 2025 – Clos Teddi
Sono 40 gli ettari di vigna (niellucciu, vermentinu et sciaccarellu) a disposizione di Clos Teddi, l’azienda più “grande” tra quelle assaggiate in questo periodo estivo (circa 120.000 bottiglie prodotte ogni anno). Il Patrimonio Blanc che abbiamo nel calice richiama i fiori e la frutta fresca (melone bianco), quindi un tocco vegetale e di erbe aromatiche (timo). Fresco al sorso, agile lo sviluppo, saporitissima e marina la chiusura con un tocco minerale e agrumato molto elegante. Buona lunghezza. Un ottimo vino, preciso e raffinato.
Patrimonio Blanc Vermentinu “San Giovanni” 2025 – Antoine-Marie Arena
Antoine-Marie è il figlio più piccolo di Antoine Arena, dello storico Domaine Arena. Il vermentinu San Giovanni si presenta con un colore paglierino con riflessi dorati. Naso elegante di frutta bianca, scorza di agrumi, tocchi floreali e di garrigue. Bocca saporita, di una certa ampiezza, l’acidità non manca, la progressione non perde slancio. La chiusura è su ritorni salini, di erbe aromatiche e mandorla. Grande persistenza. Il miglior vino bianco assaggiato in vacanza.
Morta Maiò Terra di Marticciu 2024 – Jean-Baptiste Arena
Jean-Baptiste è il figlio maggiore di Antoine Arena e produce anche lui, presso il Domaine Arena, vini con la propria etichetta. Il vino che stiamo assaggiando è ottenuto da niellucciu. Colore rosso intenso impenetrabile e solcato da riflessi bluastri. Olfatto di frutta scura, viola, humus, effluvi balsamici, spezie (cardamomo), grafite. Sorso di grande acidità e dal tannino ben presente, il tutto compensa perfettamente una materia dal frutto ricco ma dall’alcol contenuto (12,6%). Chiusura di ottima lunghezza, su ritorni agrumati. Grande vino rosso che vorrei riassaggiare tra qualche anno dopo ulteriore evoluzione.
Diego Mutarelli
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