Le Trame: verticale 2001-2010 del gioiello di Giovanna Morganti

Oggi ti racconto di una verticale che copre un intero decennio del vino simbolo di Giovanna Morganti (Podere le Boncie)Le Trame. In quel decennio Le Trame era ancora un Chianti Classico. A partire dall’annata 2011 – immagino per qualche polemica con il Consorzio e per prendere le distanze dalla maggior parte dei produttori della zona (come peraltro fatto anche da Montevertine) – il vino è uscito dalla DOCG in favore della semplice IGT.

Verticale Le Trame
Verticale Le Trame

A Castelnuovo Berardenga Giovanna Morganti cura in biologico i suoi 5 ettari di vigna piantata ad alberello su suolo sassoso e calcareo (sangiovese, colorino, mammolo e foglia tonda). Il non interventismo in vigna prosegue anche in cantina: la fermentazione spontanea avviene in tini aperti per circa 20 giorni e non viene utilizzata alcuna pompa meccanica (se non per i travasi), le uve sono follate a mano. L’affinamento prosegue per due anni in botti di rovere ed il vino non subisce alcuna filtrazione.

Preferisco non dilungarmi nella descrizione minuziosa di ciascuna annata degustata, mi limiterò a qualche cenno della annate più convincenti.

Mi sembra invece interessante, per una volta, partire dalla fine, ovvero dal fil rouge che ho ritrovato nei vini dei diversi millesimi.

Le Trame è un vino piuttosto scorbutico in gioventù, con tannini piuttosto fitti ed acidità pronunciata; un invecchiamento di una decina d’anni giova senz’altro al vino che acquisisce armonia e compiutezza. Si tratta però di un vino che non cerca alcun compromesso, non è aggiustato in alcun modo e, con carattere e personalità, riflette ed interpreta la singola annata. Vini molto diversi dunque eppure accomunati da un profilo olfattivo di frutta di rovo e fiori rossi, note ematiche e mineralità ferrosa, terra smossa e spezie. La bocca, come detto, ha un profilo succoso e acido, tannino ben presente ma polpa e sapidità non mancano mai.

I migliori vini sono risultati quelli delle annate 2004 (elegantissimo, succoso e soavemente floreale), 2007 (vino molto energico, verticale e con grande spalla acida, evolverà ancora per un bel po’) e 2008 (risolto, forse all’apice, ma che goduria!) seguiti dagli ottimi (ma quasi opposti come profilo) 2001 e 2002. Discreti il 2003 ed il 2010 (quest’ultimo potrebbe migliorare parecchio) mentre meno convincenti il 2005 ed il 2009 (entrambi piuttosto sgraziati). L’annata 2006 è stata inficiata da un tappo non perfetto, ahimè.

Morus Alba 2014 – Vignai da Duline

Oggi ho degustato un vino bianco di Vignai da Duline, produttore friulano di cui ti ho già parlato qualche tempo fa (al seguente link il resoconto della mia visita presso Vignai da Duline). Si tratta di un blend di Malvasia Istriana e Sauvignon.

Morus Alba 2014 - Vignai da Duline
Morus Alba 2014 – Vignai da Duline

Venezia Giulia IGT “Morus Alba” 2014 – Vignai da Duline

Colore paglierino con riflessi dorati; naso piuttosto ampio anche se delicato: agrumi e roccia, polvere pirica e fiori gialli, pepe bianco, cera d’api, frutta secca…

Bocca innervata di mineralità e di buon volume ma contemporaneamente di ottima dinamica. Finale citrino e sapido di persistenza ragguardevole.

Plus: lo scelta di vinificazione (macerazione alcolica e malolattica in barrique) poteva essere rischiosa ed invece, condotta con grande maestria, ha portato in dote personalità senza eccessi di morbidezze.

Minus: leggero deficit di concentrazione a centro bocca dovuto all’annata non certo ideale.

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Live Wine 2018: 3, 4 e 5 marzo a Milano!

Questi mesi invernali sono molto fitti di appuntamenti vinosi. Tra i molti eventi te ne segnalo oggi uno che mi sta particolarmente a cuore. Si tratta de Il Salone Internazionale del Vino Artigianale – Live Wine, giunto ormai alla sua quarta edizione.

Live Wine 2018: 3-4-5 marzo a Milano
Live Wine 2018: 3-4-5 marzo a Milano

Il Live Wine 2018 si terrà a Milano sabato 3, domenica 4 e lunedì 5 marzo.

Ti ho già parlato del Live Wine 2017 (leggi al seguente link i miei migliori assaggi di un anno fa) e anche quest’anno sarò presente negli storici spazi del Palazzo del Ghiaccio di Milano. Non mancherò di raccontarti le miei impressioni.

E tu ci sarai?

Mi auguro di sì, così potremo condividere le nostre scoperte.

Eh sì, perché il Live Wine consente ogni anno di scoprire qualche chicca o di approfondire de visu la conoscenza di qualche produttore meno noto.

Le cantine selezionate sono aziende di piccole e medie dimensioni che praticano agricoltura biologica o biodinamica e vinificano senza utilizzare additivi enologici per ottenere un vino che esprima al massimo il territorio, l’annata e la bravura del produttore.

L’elenco dei partecipanti – dovrebbero essere circa 150 – sarà disponibile a brevissimo sul sito dell’evento: www.livewine.it.

Monthélie 2010 – Bouchard Père & Fils

Oggi ti parlo di un vino della Côte de Beaune, un Monthélie per l’esattezza. Il villaggio di Monthélie si trova tra Volnay e Meursault. Sono quasi 140 gli ettari della AOC Monthélie (oltre 40 premier cru).

La grande maggioranza dei vini prodotti a Monthélie è ottenuta da pinot noir, molto più rari i vini bianchi.

Monthélie 2010 - Bouchard Père & Fils
Monthélie 2010 – Bouchard Père & Fils

Monthélie 2010 – Bouchard Père & Fils

Il vino si presenta di un bel rosso rubino trasparente e granato sull’unghia.

Il naso è floreale (violetta, geranio) e di frutti di bosco (lampone e cassis). Con l’ossigeno escono fuori anche note agrumate, speziate (cardamomo) e una curiosa nota ematica/ferrosa.

La trama è di buon volume, il sorso ampio, dolce e succoso. L’acidità non è così pronunciata e la chiusura è di media lunghezza su bei ritorni floreali.

Plus: naso molto ampio, vino goloso ed elegante, in beva perfetta in questo momento.

Minus: un po’ di “cattiveria” e grip in più in bocca darebbero più spessore al sorso.

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Pizzeria Ambaradan: quando il prezzo della pizza lo decidi tu!

Pizzeria Ambaradan

Ha avuto un’eco nazionale l’iniziativa della pizzeria Ambardan che ha aperto da poche settimane a Milano in via Castelvetro: il prezzo della pizze, dei dolci e persino della birra artigianale lo decidi tu in base al tuo grado di soddisfazione.

Vuoi un esempio? La tua pizza marinara potrai giudicarla su una scala composta da tre gradini: Migliorabile – Buono – Ottimo. Ed il prezzo che pagherai sarà consequenziale: 5 € – 6 € – 7 €. Se deciderai di pagare il conto massimo, la differenza tra Ottimo e Buono andrà al personale del locale.

Iniziativa di marketing, certo, ma anche di apertura e voglia di dialogo con la clientela che ormai a Milano è diventata molto esigente in fatto di pizze!

Titolare della pizzeria Ambaradan è Paolo Polli, ben noto per le sua birra artigianale BQ ed i locali collegati.

Per cominciare ho assaggiato una montanarina fritta con zucca violina e pecorino, molto molto buona sia nell’impasto, sia nella frittura leggera e, da ultimo, anche nell’abbinamento zucca / pecorino veramente azzeccato.

Veniamo alle pizze. Come sempre quando vado per la prima volta in una pizzeria sono andato sul classico, quindi Marinara e Margherita. Le pizze sono di stampo napoletano con cornicione medio e cottura, in forno a gas, molto attenta e non troppo rapida. Insomma la pizza non rischia di arrivare poco cotta ma non è di certo croccante! Il mix di farine utilizzato è di tipo 1 (in prevalenza) e di tipo 0, con un’idratazione del 74%.

Mi è piaciuta molto la Margherita i cui ingredienti sono di grande qualità, in particolare il pomodoro mi è parso eccellente. Non vi è alcuna spolverata di grana e l’olio, molto delicato, è usato con parsimonia. La pizza risulta leggera, digeribile e gustosa. Lo stile elegante è confermato anche sulla Marinara che avrei forse preferito con un po’ più di “grinta”, insomma aglio e origano avrebbero dovuto, a mio parere, caratterizzare di più il sapore della pizza.

Molto interessanti i dolci, le cui porzioni sono piuttosto generose. Ho assaggiato un cremoso al cioccolato molto buono ed un tiramisù gustoso e “lieve”.

Insomma, un’altra pizzeria da frequentare assiduamente!

#Enozioni2018: i migliori assaggi all’evento AIS Milano

#Enozioni2018 a Milano

L’AIS Milano inizia il 2018 con il passo giusto: #Enozioni2018. Si è trattato di un evento di ben tre giorni (26-27-28 gennaio 2018) interamente dedicato al vino. Tra cene di gala, premi, seminari e banchi di assaggio.

#Enozioni2018 a Milano
#Enozioni2018 a Milano

Ho partecipato ai due banchi di assaggio del 28 gennaio: uno dedicato ai vini naturali e l’altro ad un Giro d’Italia attraverso il vino con aziende agricole selezionate a cura dell’AIS.

Oggi ti racconterò solo dei vini che mi hanno colpito maggiormente nel corso dei banchi di assaggio per una volta non troppo affollati e che davano l’opportunità di un tranquillo dialogo tra degustatori e produttori.

Nella sezione dedicata ai vini naturali molti i bicchieri di interesse.

Rkatsiteli 2016 - Pheasant's Tears
Rkatsiteli 2016 – Pheasant’s Tears

 Il colpo di fulmine l’ho avuto per un vino georgiano. Si tratta del Rkatsiteli 2016 di Pheasant’s Tears: il vino fermenta e affina nelle anfore interrate tipiche della Georgia (Qvevri). E’ un vino che può spiazzare ma proprio per questo mi ha rapito. Il colore è dorato con riflessi color ambra, evidente lascito della lunghissima macerazione a grappoli interi. Il naso è molto complesso: mandorla amara e miele, si gioca con una lieve ossidazione mai prevaricante, poi fiori dolci e scorza di arancia. Al sorso il vino è decisamente tannico anche considerando che ci troviamo al cospetto di un orange wine. La morsa tannica non blocca però lo sviluppo, anzi dà sapore e sostiene una progressione dettata da acidità e sapidità. La chiusura è lunghissima su ritorni di radice di liquirizia.

Altro vino molto intrigante il Priorat Muscat 2014 di Terroir al Lìmit, un vino biodinamico spagnolo in cui le caratteristiche aromatiche del vitigno di partenza passano decisamente in secondo piano. I giallo oro del bicchiere offre al naso albicocca fresca, erbe aromatiche, uva passa e fiori appassiti. Il vino è ampio ed agile allo stesso tempo. La grande dinamica in bocca lascia sul cavo orale una scia salata, in vino risulta denso in sapore ma snello al sorso.

Per chiudere con i vini stranieri non può mancare lo Champagne g.c. Extra-Brut Shaman 13 – Marguet, un vino ottenuto da un blend di pinot noir (in prevalenza) e chardonnay che unisce complessità, droiture e personalità ad una facilità di beva disarmante.

Passando ai vini italiani mi ha colpito per la seconda volta di seguito (la prima volta era stato al Live Wine 2017, qui il resoconto) il Catarratto Saharay 2015 di Porta del Vento. Molto centrati e golosi anche i Dolceacqua 2016 di Maccario Dringenberg, in particolare il Luvaira, già in beva in questo momento, ed il Curli che invece risulta più compresso ma di grande prospettiva, ci scommetto!

Un plauso anche ai convincenti vini Marta Valpiani, in particolare al “Rosso” Romagna Sangiovese Superiore 2015 e al “Crete Azzurre” Romagna Sangiovese anch’esso 2015: vini floreali, “ciliegiosi” e sfaccettati, sapidi e dal tannino fitto e fine, con una complessità speziata in più a favore del Crete Azzurre.

Giornata ricca di assaggi interessanti a #Enozioni2018, non mancherò di certo alla prossima edizione ad inizio 2019 e naturalmente ti terrò informato dell’evento!