Dal 10 al 12 aprile si è svolta a Cerea la ventunesima (!) edizione di ViniVeri – Vini secondo Natura. Si tratta dell’evento – contemporaneo e alternativo al Vinitaly – che raggruppa i vignaioli artigiani che si riconoscono nei valori del Consorzio Vini Veri.
Oltre 100 i produttori presenti, in gran parte italiani, ma non mancavano aziende di Slovenia, Francia, Spagna e Austria.
Di seguito condividiamo gli assaggi che ci hanno maggiormente colpito.
Friuli Venezia Giulia
Il Carso era ben rappresentato da un gruppo di produttori che da tempo si muovono all’unisono e “fanno sistema”. Il livello dei vini bianchi a base di vitovksa e malvasia istriana è sempre molto elevato. Vodopivec, di cui abbiamo parlato già in altri post (qui ma anche qui), è un’azienda che si dedica esclusivamente alla vitovska con tre diverse etichette: Origine 2021 solare e gustosa, Vitovska 2021 equilibrata e sapida e, soprattutto, l’eccellente SOLO MM22 sapido, roccioso e profondissimo. Non da meno la gamma di Zidarich con le Vitovska Kamen 2022 e soprattutto la Vitovska Collection 2018 di grande intensità e lunghezza. Di Skerlj abbiamo invece apprezzato particolarmente la Malvasia 2023, vino che sa di agrumi (bergamotto), fiori dolci, frutta matura, di gran sapore e volume al sorso, con però una chiusura fresca e sapida.
Slovenia
Tra i produttori sloveni ci ha colpito Anže Ivančič, produttore che non avevamo mai assaggiato, e che ci ha convinto con l’ottima malvasia Jožef 2023 di grande dinamica e allungo. Si conferma di personalità la gamma di Burja, sugli scudi in particolare grazie a Stranice 2020, servita da magnum, vino ottenuto da un vigneto di 70 anni allevato a malvasia istriana, riesling italico, ribolla gialla e altre varietà; naso aromatico e delicato di menta, basilico e frutta bianca e bocca di personalità, intensa, serrata e salatissima in chiusura.
Austria
Segnaliamo Bretz Jörg che presenta in commercio una gamma di vini dopo molti anni di affinamento. Ci ha colpito particolarmente Granit 2015, ottenuto da un blend di diversi vitigni a bacca bianca, che ha un naso caleidoscopico di pesca, rosa, pera, erbe aromatiche, spezie…accompagnato da un sorso fresco e agile ma di ottima profondità.
Veneto
Monte Dall’Ora ha presentato una gamma riuscitissima, senza alcun vino men che ottimo. Il Valpolicella Classico Superiore “Camporenzo” 2022 con un olfatto che va dal frutto rosso, al cacao, da sentori vegetali a note di torrefazione, il tutto completato da un sorso agile ma verticale e fresco; il Valpolicella Classico Superiore “S. Giorgio Alto” 2021 con echi mediterranei ed una bocca stratificata e saporita; strepitoso l’Amarone della Valpolicella “Stropa” 2016 che sa di amarena, cacao, accompagnato da una nota erbacea rinfrescante, sorso voluttuoso e fitto, ma dinamico e fresco, dalla chiusura lunghissima. Che dire poi del Recioto “Sant’Ulderico” 2016? Una coccola per il palato ma forse anche per l’anima.

Lombardia
Terrazzi Alti tiene alta la bandiera della Valtellina con due Sassella di grande livello. Il Valtellina Superiore Sassella 2023 richiama la frutta rossa e una bella mineralità, con una bocca dal tannino fitto e di grande sapidità, il Valtellina Superiore Sassella Riserva 2022 sfodera un naso sfaccettato di frutta rossa, mela cotogna, rose, menta, spezie…sorso di grande progressione e allungo.


Toscana
Massa Vecchia ha una gamma interessante e che in particolare ci colpisce con Ariento 2023, un vino bianco macerato da uve vermentino, malvasia bianca di Candia e trebbiano che sa di calcare e frutta gialla, elegante nello sviluppo, di ottima freschezza e persistenza. Intrigante anche il Pinot Nero “Aia Vecchia” 2022 vinificato in vasche di pietra carsica di bella dolcezza (fragoline e scorza d’arancia).


Piemonte
Folta la rappresentativa piemontese e sono molte le aziende che ci hanno convinto. Giuseppe Rinaldi presenta una gamma strepitosa con i Barolo dai tannini levigati e setosi pure in un’annata estrema e siccitosa come la 2022. Barolo Brunate, Tre Tine e Bussia, tutti 2022, sono tre vini di grandissima classe con una preferenza da parte di chi scrive per il Brunate, che ha un olfatto di anguria e talco, fruttini rossi e rose, ed un incedere in bocca regale e dolce di frutto, di grandissima eleganza e beva. Spostandoci a Barbaresco, troviamo in gran forma i vini di Cascina Roccalini che presenta un Barbaresco “Roccalini” 2022 energico e profondo, dal tannino serrato e saporito. Molto buono anche il Barbaresco “Rio Sordo” 2023 di Cascina delle Rose, minerale e sanguigno al naso, con un sorso austero e asciutto, di grande lunghezza e sapidità. In Alto Piemonte segnaliamo due vini di Colombera&Garella: il Bramaterra Cascina Cottignano 2021 che richiama la fragola e l’asfalto, dal sorso serrato e liquirizioso e dalla chiusura lunghissima; notevole anche il Cavazucchi 2019 dolce di frutto al naso ma sapido e piacevolmente tannico in bocca.


Marche
Tra i vini marchigiani ci ha sorpreso positivamente Macondo, piccola azienda di Cupra Marittima (AP) che si dedica a due soli vini (pochissime le bottiglie prodotte, circa 2.000 in totale), a base di pecorino e trebbiano. Djallo 2024 è un vino che guarda Oltralpe, con quel tocco di pietra focaia e il frutto bianco, ha un’ottima progressione in bocca e grande sapidità. Bianko 2023 sa di fiori di campo, melone, mineralità, vegetale nobile, sorso asciutto e vibrante, di grande lunghezza.
Lazio
San Giovenale è una interessante realtà biologica della provincia di Viterbo. Si dedica ai vitigni internazionali e affina tutti i vini in legno piccolo. Orgogliosamente controcorrente, potremmo dire. Ed i risultati gli danno ragione, vini di grande personalità e completezza. Ottimo l’Habemus Etichetta Rossa (cabernet franc) 2022, eccellente l’Habemus Etichetta Blu (grenache) 2023 dal frutto dolce al naso e dalla grande piacevolezza di beva, con un finale sapido, lungo e terso.


Sicilia
Chiudiamo in dolcezza, con il Passito di Pantelleria 2021 di Ferrandes, che richiama l’uva passa, il mallo di noce, la macchia mediterranea, le spezie…morbido e dolce lo sviluppo, ma la chiusura è sapida e quasi marina.
Diego Mutarelli
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