Villa Pigna: il territorio Piceno in un calice!

La cantina Villa Pigna è una bella realtà del territorio Piceno guidata magistralmente, sin dalla sua fondazione, dalla famiglia Rozzi; dapprima dal suo fondatore Costantino, il vulcanico presidente dell’Ascoli Calcio, ed in seguito dalla figlia Anna Maria e da suo figlio Giorgio.
La cantina fu costruita al centro dei suoi vigneti intorno alla metà degli anni 70 del secolo scorso e fu considerata avveniristica per il tempo.
L’idea di Costantino Rozzi era quella di produrre un vino di qualità superiore coniugando la tradizione con le nuove tecnologie produttive.


L’incontro con Anna Maria Rozzi è stato un vortice di emozioni, uno scambio di idee all’interno del concetto di fare vino guidati dalla tradizione e dal chiaro intento di ritrovare il Piceno in un calice.
In quest’ottica si orienta la scelta di focalizzare la produzione sulla denominazione Rosso Piceno Superiore Doc, una delle più antiche d’Italia, e di puntare ad un affinamento in bottiglia per un periodo più lungo rispetto a quanto prevede il disciplinare.
L’affinamento in bottiglia avviene, oggi come allora, in un locale sotterraneo della cantina che gode di una temperatura naturale e costante tutto l’anno.
La poliedrica Anna Maria Rozzi, nelle sfide che ha dovuto affrontare nel suo percorso, ha potuto far leva su di una forte consapevolezza basata sul fatto che “non era necessario fare di più, bensì poteva farlo meglio” come lei stessa sottolinea.
In virtù del fortissimo legame del fondatore Costantino Rozzi e della stessa cantina Villa Pigna con il territorio Piceno, è nata l’idea di fornire due interpretazioni del Rosso Piceno Doc: la versione tradizionale con il Rozzano composto per l’85% da montepulciano e per il 15% da sangiovese e la versione internazionale con il Vellutato, 70% montepulciano, 15% sangiovese e 15% cabernet sauvignon.

Vellutato 2020 – Rosso Piceno Superiore doc

Il Vellutato 2020 è l’interpretazione “internazionale” del Rosso Piceno Superiore doc come ama definirlo Anna Maria Rozzi.
Un blend molto interessante dal punto di vista enologico che prevede l’impiego dell’internazionale cabernet sauvignon in aggiunta a montepulciano e sangiovese.


Il calice si veste di un colore rosso rubino di buona fittezza con una smagliante vivacità sintomo di un buono stato di salute del vino.
Avvicinando il calice al naso l’impatto olfattivo è deciso, netto, pieno. Se i primi riconoscimenti richiamano profumi floreali e fruttati di rose rosse e ciliegia, facendo successivamente roteare il vino nel calice si percepiscono lievi sentori vegetali derivanti dalla presenza del cabernet sauvignon e richiami alle spezie con la vaniglia in evidenza, a ricordarci del passaggio in barrique francesi.
L’ingresso del vino in bocca è leggiadro e sbarazzino ma al tempo stesso denota un’eleganza che potremmo quasi definire amabile.
Al sorso ritroviamo la nota fruttata di ciliegia che abbiamo percepito all’olfatto.
La morbidezza espressa non inficia l’equilibrio del vino che vive del perfetto bilanciamento tra la freschezza e l’acidità da una parte e il tenore alcolico dall’altra.
Avviandosi alla conclusione dell’assaggio possiamo affermare che siamo di fronte ad un vino mediamente persistente che rappresenta appieno la tipologia.
Un vino poliedrico che si abbina ad antipasti della tradizione picena come la pizza di cacio e salamino, primi piatti rossi non troppo elaborati e a carni rosse alla brace. Non disdegna gli aperitivi magari accompagnati dai salumi della tradizione contadina picena e dai formaggi di media stagionatura.

Rozzano 2018 – Rosso Piceno Superiore doc

L’interpretazione tradizionale del Rosso Piceno Superiore doc composto da montepulciano per l’85% e la restante parte da sangiovese.
Un vino elegante che definirei “il Piceno in un bicchiere” perché riesce a far convivere l’esuberanza tipica del montepulciano con la personalità gusto olfattiva e l’eleganza del sangiovese.


Anna Maria Rozzi ci tiene a sottolineare che si tratta di due vitigni con due personalità ben distinte con il sangiovese che prima di essere vinificato viene lasciato per una ventina di giorni sui graticci. Una pratica che conferisce e caratterizza il vino di un sentore speziato riconducibile al pepe nero.
Una bella espressione del Rosso Piceno Superiore doc che si fa apprezzare per un colore rosso rubino di grande vivacità e pulizia cromatica.
Olfatto di buona intensità con l’amarena in primo piano, con successivi richiami di rose rosse e in sequenza note speziate di pepe nero, vaniglia, liquirizia e cacao. Al palato il sorso risulta pieno e coinvolgente con una ben percepibile acidità che donerà longevità al vino che non potrà che migliorare con il tempo! La sapiente trama tannica è caratterizzata da un tannino ben presente ma levigato con una buona morbidezza sintomo di uve raccolte a piena maturazione. Forte la curiosità di affrontare l’esperienza degustativa che l’annata 2018 potrà regalarci fra una decina di anni!
La persistenza è medio lunga con richiami fruttati e di cacao. Una nota vegetale e un richiamo boisé rendono il vino complesso. Un vino armonico e di carattere!

Non sono state certamente scevre di ostacoli le strade intraprese dall’attuale proprietà per portare avanti l’idea del fondatore di fare vino e soprattutto fare cultura del vino, ma dalle scelte più difficili sovente possono nascere belle interpretazioni di un’identità territoriale.

Walter Gaetani


Saladini Pilastri: un pezzo di storia del territorio Piceno

Recentemente ho avuto il piacere di visitare l’Azienda Agricola Saladini Pilastri a Spinetoli, un piccolo paese della provincia di Ascoli Piceno, invitato gentilmente e guidato in maniera egregia dall’enologo Fabio Felicioni.
L’esperto winemaker ha esordito narrandomi la storia e le origini dei Conti Saladini Pilastri, una nobile famiglia ascolana che vanta più di mille anni di storia.

La fervente attività vitivinicola ha sempre contraddistinto la nobile famiglia con la nascita circa tre secoli fa dell’azienda agricola dei Conti Saladini Pilastri. Il  vino che si produceva veniva ceduto dai mezzadri ai Conti perché lo invecchiassero nelle botti di rovere di proprietà. L’attuale cantina fu costruita accanto alla vecchia in modo da accentrare tutta la produzione.

Dagli anni settanta, mi spiegava l’enologo, furono impiantati i nuovi vigneti che ho avuto la fortuna di visitare in loco testando anche la tipologia di terreno.

Poi successivamente vennero effettuati investimenti per migliorare le diverse fasi della lavorazione e produzione portando avanti l’idea di una coltivazione biologica di tutte le vigne attraverso l’utilizzo di prodotti naturali come zolfo e rame o con insetti utili. La scelta in vigna è stata quella delle basse rese per ottenere una qualità elevata del prodotto finale.

Di ritorno dalle vigne ci siamo addentrati all’interno della cantina dove antiche botti in cemento ancora in uso fanno compagnia a una bottaia con in bella mostra le barrique e le botti più grandi.

All’interno di una struttura adiacente alla cantina ho potuto degustare in compagnia del Sig.Felicioni alcuni dei vini aziendali, ovvero, l’Offida Passerina docg “Roccolo” 2022, l’Offida Pecorino docg “Comes” 2022 e il Rosso Piceno Superiore doc “Piediprato” 2020.

Passerina Offida docg “Roccolo” 2022. Esprime un colore giallo paglierino di grande luminosità e un elegante bouquet floreale e fruttato che richiama il territorio. Il finale leggermente sapido dona un’eleganza e una struttura al di fuori della norma.

Pecorino Offida docg “Comes” 2022. Un vino territoriale dai sentori tipici di erbe aromatiche come rosmarino e salvia impreziosito da un tocco di anice. Il frutto tropicale risulta evidente con un finale lungo e contraddistinto da una buona sapidità e mineralità. Ne risulta un vino molto equilibrato con tenore alcolico ben bilanciato dalla spalla acida e dalla sapidità.

Rosso Piceno Superiore doc “Piediprato” 2020. Un rosso dal colore brillante sintomo di un ottimo stato di salute del vino. Sentori di frutti a bacca rossa con un accenno speziato ed eleganti sentori terziari con in evidenza una ricercata nota di grafite (matita temperata). Un tannino giovane ma non troppo ruvido rende il vino molto accattivante e solo il tempo lo renderà meno esuberante e astringente lasciando spazio ad un versione ancora più raffinata, con un gusto più morbido e levigato.

La storia e un tocco di modernità fanno dell’azienda Agricola Saladini Pilastri un pilastro del territorio Piceno.

Walter Gaetani