Envinate è un originale progetto enologico che ha preso vita nel 2005 per opera di quattro amici – Roberto Santana, Alfonso Torrente, Laura Ramos, and José Martínez – compagni di università (enologia, of course) che decidono di fornire supporto, aiuto e consulenza ai territori più originali e particolari della Spagna. Il progetto Envinate inizia così a supportare agricoltori locali delle Isole Canarie, della Ribeira Sacra e della Castiglia-La Mancia.
Pochi ma chiarissimi i punti fermi del progetto:
- agricoltura seguita in prima persona dai proprietari locali di vecchie parcelle
- vitigni autoctoni
- approccio rispettoso dell’ambiente in vigna
- fermentazioni spontanee
- utilizzo della solforosa solo in imbottigliamento e quando necessario
- affinamento in contenitori che rispettino la purezza del frutto (legno sì ma mai nuovo)
La curiosità di assaggiare un vino di Envinate è stata finalmente colmata grazie ad Migan 2022, un vino dell’isola di Tenerife ottenuto da due parcelle di listán negro allevate con il tradizionale metodo del cordón trenzado (viti intrecciate). La maggior parte delle uve è pressata a grappolo intero. La massa fermenta in grandi tini di cemento, poi in botti di rovere francesi dove svolge la fermentazione malolattica per poi affinare 11 mesi in botti grandi.


Il vino già dal colore rapisce: un luminoso rubino chiarissimo, appena velato (il vino non è filtrato). Il primo naso è piuttosto chiuso su note appena animali e di cerino spento, ma dopo pochi secondi di contatto con l’ossigeno ecco che irrompe sulla scena il fruttino rosso acidulo (ribes), i fiori appassiti, il pepe nero, la scorza d’arancia. Insomma, dinamica, stratificazione ed eleganza non mancano.
Il sorso è fresco, scorrevole ma ficcante, l’acidità è ben presente ma senza alcuna sbavatura, perfettamente integrata nella materia del vino. Il tannino è percepibile solo in chiusura che è lunga su ritorni di frutta rossa e spezie.
Plus: vino che potremmo definire dissetante anche grazie alla sua bassa alcolicità (12%) che coniuga sorprendentemente la grande beva con la complessità del dettaglio aromatico.
Diego Mutarelli
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