Ahr Frühburgunder Goldkapsel “Jubilus” 2018 – Weingut Kriechel

Non è la prima volta che parliamo della culla del pinot nero in Germania, ovvero dell’Ahr e dei suoi vini.

Continuiamo dunque ad assaggiare vini dell’Ahr. Questa volta tocca alla meno comune varietà del pinot nero, ovvero a quel frühburgunder che rappresenta la mutazione spontanea e precoce dello spätburgunder (in tedesco früh = presto; spät = tardi).

Weingut Kriechel è un’azienda familiare che può vantare di ben 28 ettari di vigna; i 4 ettari dedicati al frühburgunder ne fanno il più grande produttore di frühburgunder dell’Ahr.

Ahr Frühburgunder Goldkapsel “Jubilus” 2018 – Weingut Kriechel

Rosso rubino chiaro il colore.

Naso accattivante ed immediato di ribes nero e confettura di lamponi, geranio, spezie orientali.

Sorso agile ma di grande impatto e personalità, il frutto e le spezie che l’olfatto anticipa si confermano in bocca. Acidità e polpa sono ottimamente bilanciate e lo sviluppo risulta ben sostenuto, con alcol e materia fruttata che conferiscono al vino un profilo ricco ma non “imbalsamato”. In chiusura si avverte un tannino appena scomposto e un calore alcolico che non ti aspetti da un vino nordico di questo tipo.

Chiude persistente su ritorni speziati e floreali.

Plus: vino di impostazione moderna per estrazione e uso – assennato – del legno, il risultato complessivo è di un vino equilibrato ed espressivo.

Minus: un pizzico di alcol in chiusura che scappa di mano

Diego Mutarelli
Facebook: @vinocondiviso
Instagram: @vinocondiviso

Ahr, la culla del pinot nero in Germania

Non tutti sanno che la Germania si colloca al terzo posto nel mondo come ettari vitati a pinot nero. Prima di lei solo, come è ovvio, la Francia e, quindi, gli USA.

In particolare, è l’Ahr la regione di Germania più vocata al pinot noir, o meglio spätburgunder. L’Ahr è una delle zone più settentrionali della Germania, la viticoltura si sviluppa lungo l’omonima valle, lunga appena 24 kilometri, in cui scorre l’Ahr, affluente del Reno. Il pinot nero la fa da padrone e, insieme al portugieser e alla ricercata varietà precoce del pinot nero frühburgunder, copre oltre l’80% dei circa 550 ettari vitati.

Una regione dunque rossista che mi è venuta voglia di approfondire dopo il sorprendente assaggio di questo vino di Jean Stodden.

Ahr Spätburgunder 2019 – Jean Stodden

Di un colore rubino chiarissimo, il vino si dipana tra note di melograno e ribes, qualche spezia mai prevaricante (incenso e pepe verde), ma anche scorza d’arancia e roccia.

Bocca agile e saporita, si sviluppa con grande dinamica e tensione grazie ad un’acidità rinfrescante ma perfettamente integrata nel corpo del vino che, pur non essendo esile, risulta piuttosto snello.

La chiusura è su ritorni di frutta acidula (ribes), spezie e liquirizia.

Plus: spätburgunder di grande interesse per Jean Stodden, uno dei più importanti interpreti dell’Ahr. Il vino in questione, pur essendo un vino “di ingresso” della gamma aziendale, mette in luce grandi qualità del produttore quali il sapiente uso del legno e la capacità di ottenere vini scorrevoli e facili da bere che però non rinunciano all’aspirazione di proporre un grande pinot nero anche lontano dalla Borgogna.

Diego Mutarelli
Facebook: @vinocondiviso
Instagram: @vinocondiviso