Degustazione di fine estate: vini e barbecue

Non c’è nulla di meglio – per salutare le vacanze appena trascorse, cercando almeno in parte di placare la nostalgia – di una serata in compagnia di amici degustatori accompagnati da chiacchiere, cibo e vini interessanti!

Ecco dunque l’elenco dei vini degustati alla cieca in un pranzo domenicale di fine estate di fronte ad un bel barbecue.

Champagne premier cru brut nature Grand Cuvée 2012 – Thomas Perceval

Iniziamo subito molto bene con questo champagne dal classico assemblaggio fatto da 1/3 di pinot noir, 1/3 di pinot meunier e 1/3 di chardonnay. Giallo paglierino con riflessi oro antico (la sboccatura non è recentissima, agosto 2017), naso in cui si avvicendano note fruttate piuttosto fresche (agrumi e mela cotogna) a note di pasticceria (pasta frolla, nocciola). Bollicina sottile, delicata e continua, di estrema eleganza, l’acidità ben presente non è mai prevaricante, accompagna anzi la beva che è pericolosamente “scorrevole”. Chiude su un finale sapido e minerale.

Champagne che stupirà gli amanti delle bollicine!

Champagne brut Grand Cuvée 166ème Édition – Krug

Che dire di sua maestà Krug: ha la regolarità ed il passo di un maratoneta, edizione dopo edizione con questa bottiglia si può star certi di bere sempre bene. Potenza e finezza vanno incredibilmente a braccetto in questo vino che parte su note di biscotto appena sfornato, nocciola, brioche ma che si schiarisce e muta di continuo nel calice. L’incedere in bocca è sontuoso eppur soave.

Eleganza allo stato puro.

Champagne Largillier Lieu brut nature 2016 – Coessens

100% di pinot noir per questo champagne disponibile non in tutte le annate in esigue quantità. Si caratterizza per un naso molto minerale accompagnato da agrumi e note di frutta rossa (ribes). Servito dopo Krug soffre un po’ il confronto, la bocca appare leggermente severa e “stretta”, ma di acidità dissetante e sorso profondissimo. Vino leggermente meno sofisticato dei precedenti ma è comunque un bel prodotto.

Domaine da seguire.

Chianti Classico Riserva 2016 – Val delle Corti

Rosso rubino di grande integrità, olfatto molto interessante che spazia dalla ciliegia alla viola, dall’arancia alle spezie. Sorso di grande freschezza, tannino magistralmente risolto e sviluppo con bell’allungo in chiusura. Salatissimo.

Matrimonio azzeccato con manzo alla griglia (Rib-Eye)

Barolo Perno Riserva 2012 – Elio Sandri (Cascina Disa)

Naso articolato sulle note più nobili e riconoscibili del nebbiolo: fiori appassiti, lamponi, anguria, arancia e un tocco più austero tra la legna arsa e la radice di liquirizia. Bocca secca e rigorosa, dal tannino fitto e con un’acidità prorompente che sostiene la beva. La bocca rimane succosa e saporita, per nulla asciugata, e la persistenza è molto lunga.

Barolo che, pur in annata non memorabile, comincia ora a distendersi.

Le Trame 2016 – Le Boncie

I vini di Giovanna Morganti non lasciano mai indifferenti e anche questo non fa eccezione. Parte sul frutto rosso molto vivace (ciliegia), poi un tocco di affumicato, rose rosse fresche, pepe…ma nel tempo continua a mutare e schiarirsi. La materia è ancora piuttosto compatta, il tannino vivace e saporito, ma la progressione non ha alcuna soluzione di continuità. Sorso potente e chiusura sapida e decisamente lunga.

Vino molto intrigante benché ancora in fasce.

Châteauneuf-Du-Pape 2015 – Domaine du Galet des Papes

Blend di più vitigni ma a prevalenza grenache (in aggiunta syrah, cinsault , mourvèdre e vaccarèse) il vino si presenta con un naso molto mediterraneo fatto di garrigue, olive, ginepro, poi a seguire cassis, prugna e… un’eco marina. Bocca potente, i 15% di tenore alcolico dichiarati in etichetta sono però ben compensati da materia, acidità e sale.

Piacevole nella sua “polposità”.

Diego Mutarelli
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168 buoni motivi per bere Krug!

Krug non ha certo bisogno di molti preamboli, è la maison mito per tutti gli amanti della Champagne, bottiglie che raramente, o forse mai, deludono ed icona del lusso non fine a se stesso (oggi fa parte del Gruppo LVMH).

La Grande Cuvée edizione 168 (numero progressivo che origina dalla prima edizione della Cuvée nel lontano 1843) è una delle ultime uscite in casa Krug, base maggioritaria annata 2012 (ottima) con saldo di ben 198 vini base diversi spalmati su 11 annate di cui la più giovane appunto la 2012 e la più “vecchia” la splendida 1996, a maggioranza pinot noir, sette anni di permanenza sui lieviti prima del dégorgement.

A nostro avviso una delle più riuscite Grande Cuvée degli ultimi decenni, con ancora tanta vita davanti. Alla vista si presenta di uno splendido colore giallo brillante, sfacciatamente giovane, naso scalpitante in stile “krugghiano”, ancora da svolgersi, con sentori di nocciola, zenzero, agrumi, marzapane, bocca strepitosa per spina acida, sostanza e profondità minerale, una vera goduria che negli anni potrà solo migliorare.

Ma noi non resistiamo e la beviamo ora abbinata ad un grande parmigiano 48 mesi di montagna e a seguire un risotto alla milanese della tradizione (con midollo e zafferano iraniano, in pistilli, va da sé).
Se potete compratene a casse, vale davvero ogni euro speso.

Gregorio Mulazzani
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Al cospetto di sua maestà Clos du Mesnil 2002

Ci sono vini mitici per fama, leggendari per storia e, di contro, irraggiungibili per prezzo, che ogni appassionato di vino aspira a degustare almeno una volta nella vita.

Tra questi non manca mai il più iconico degli champagne, il Clos du Mesnil di Krug.

Champagne Clos du Mesnil 2002 – Krug

E così, sei appassionati degustatori, si sono ritrovati qualche giorno fa a Milano per degustare il mitologico champagne 100% chardonnay, ottenuto da un unico vigneto-giardino di 1,84 ettari, circondato da un muro del Seicento (un clos, per l’appunto).

Il Clos du Mesnil 2002 degustato ha trascorso un invecchiamento di ben 13 anni nelle cantine Krug con sboccatura nell’inverno del 2014-2015.

Champagne Clos du Mesnil 2002 – Krug

Champagne Clos du Mesnil 2002 – Krug

Primo naso su note di caffè verde e nocciole, pochi secondi nel calice e gli aromi evolvono e si arricchiscono: entrano in scena le note agrumate, il burro del croissant, un tocco di frutta esotica, il fiore bianco e una mineralità soffusa e pervasiva.

Il sorso è stupefacente per nitore, intensità ed eleganza. La bollicina minutissima e fitta, perfettamente fusa nella materia, rende soave l’incedere del liquido che, benché sia ricco e denso, appare lieve e mobile. La freschezza è ben presente, calibratissima e dissetante.

Champagne che satura senza alcuna esibizione muscolare tutto il cavo orale e lo coccola con ritorni di crema di limone e spezie. La persistenza è lunghissima e agrumata.

95