Rallentamento import vini italiani: Brexit, Trump e tutte le incognite che pesano sul commercio estero mondiale

Le recentissime stime Wine Monitor di Nomisma sull’import di vino italiano dei primi 8 Paesi importatori di vino (che da soli valgono quasi 2/3 dell’import mondiale) evidenziano luci ed ombre per l’anno in corso e per il 2017.

Pesano le incertezze derivanti dalla Brexit, dall’elezione di Trump e dall’andamento di alcune valute (sterlina in primis).

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Import vini italiani: tutte le incognite

Ecco alcune stime sull’import di vino italiano nel 2016 rispetto al 2015:

Stati Uniti: +2%

Regno Unito: -9%

Germania: -4%

Giappone: +3%

Cina: quasi +20%

Il mercato dei vini spumanti e frizzanti italiani mostra invece notevole vitalità (potremmo dire effervescenza…), le bollicine italiane (Prosecco in primis) vanno sempre fortissimo in UK  e USA: + 30%!

Per il 2017 sono parecchie le incognite che dovrebbero pesare sull’import di vino secondo Wine Monitor Nomisma: in particolare le incertezze sui tempi di operatività della Brexit e l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti le cui dichiarazioni in campagna elettorale potrebbero deprimere ulteriormente il commercio internazionale. E’ anche per questi motivi che assumono maggiore centralità gli accordi di libero scambio che l’Unione Europea sta negoziando con i paesi terzi, come il CETA con il Canada e l’EVFTA con il Vietnam, che dovrebbero entrare in vigore nel 2017, con benefici per l’export dei nostri vini.

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