Vino al Vino, 50 anni dopo: l’eredità di Mario Soldati

Qual è l’eredità culturale di Mario Soldati e della sua opera Vino al Vino? Cosa resta di ancora attuale a 50 anni dai viaggi che lo portarono lungo il nostro Paese “alla ricerca dei vini genuini”?

Vino al Vino – Mario Soldati

La prima volta che lessi Vino al Vino restai folgorato. Un grande intellettuale del Novecento decideva di raccontare la campagna, valorizzare il mondo contadino, le genti, gli usi ed i costumi della provincia…tutto ciò proprio nel momento in cui l’Italia usciva da un periodo di sviluppo economico senza precedenti e le campagne venivano abbandonate. Soldati, tra il 1968 e il 1975, effettua ben tre viaggi e racconta – con la curiosità dell’antropologo, più che critico enoico ante litteram – il mondo del vino di allora.

Cosa resta di quel mondo? Cosa resta delle prese di posizione di Soldati? Quali sono le profezie che si sono avverate e quali gli abbagli del grande scrittore?

A questa e altre domande risponde il podcast di Tipicamente: VINO AL VINO 50 anni dopo. Paolo De Cristofaro e Antonio Boco, note firme del Gambero Rosso, ripercorrono i viaggi di Soldati ex-post, attualizzandoli con sguardo critico, senza cedere alla tentazione di celebrare agiograficamente Mario Soldati, ma invitandolo a discutere con noi.

Il podcast piacerà a chi ha già letto e riletto Vino al Vino, ma anche e soprattutto a chi non lo ha ancora fatto magari considerandolo, a torto, un vecchio libro non più attuale. Il podcast, vivamente consigliato, è disponibile sul sito di Tipicamente oltre che nelle principali piattaforme quali Spreaker, GooglePodcast, YouTube, Spotify, etc.

Rigore altoatesino vs voglia di sperimentare

Per raccontare il progetto XXX (eXplore eXperiment eXclusive) di Andrea Moser, kellermeister della Cantina Caldaro (Kellerei Kaltern), abbiamo chiesto aiuto a Martina Viccinelli, giovane enologa, alla sua seconda vendemmia in quella che è la più grande cantina cooperativa dell’Alto Adige (450 soci, 650 ettari, circa 4.5 milioni di bottiglie all’anno).

Nato nel 2014 della grande passione e continua voglia di sperimentare di Andrea Moser, XXX è un progetto che nulla ha in comune con quel rigore che caratterizza la maggior parte delle produzioni altoatesine, rigore che alcune volte rischia di sfociare in un eccessivo controllo e tecnicismo, secondo alcuni critici del mondo del vino.

“Prima di parlarvi dei vini – racconta Martina – vorrei sottolineare che queste bottiglie rappresentano il carattere esplosivo di Andrea e la sua continua voglia di ricerca, non solo nei differenti metodi di fermentazione, ma anche nelle etichette. Queste infatti sono diverse per ogni bottiglia e riportano un disegno che vuole raccontarne la storia, dal grappolo fino alla nascita del vino”.

XXX è quindi un progetto quasi unico, già a partire dell’esiguo numero di bottiglie prodotte, che ci racconta di un Alto Adige che noi di Vinocondiviso non smettiamo di amare, proprio per la sua capacità di sorprenderci, andando oltre pregiudizi e luoghi comuni. Adesso però entriamo nel vivo e lasciamo a Martina il racconto di questi vini accattivanti.

ONE BY ONE, Cabernet Sauvignon Riserva, vendemmia 2016, così chiamato perchè ogni grappolo è stato “ripulito” a mano, uno ad uno, acino per acino. La sua fermentazione, di circa 20 giorni, è avvenuta in tonneux aperti. Un naso intrigante di frutti a polpa rossa, cioccolato fondente e cuoio e una grande struttura al sorso. La sua prima annata risale al 2015 e nel 2016 è uscito in sole bottiglie magnum (150). In etichetta un acino.

MASHED, Pinot Grigio, vendemmia 2016, che ha fermentato per circa due settimane, a contatto con le bucce, all’interno di uova in ceramica (clayver) ed è poi stato svinato in tonneux. Grazie alla lunga macerazione presenta un colore ambrato molto carico e brillante, è salino e fresco con una nota boisè fine ed un’elegante struttura. 666 bottiglie, in etichetta un uovo.

METAMORPHOSIS, Sauvignon, vendemmia 2016, tutto particolare e tutto da scoprire. Come il pinot grigio ha fermentato spontaneamente a contatto con le bucce per circa due settimane nelle uova di ceramica. Una volta svinato è stato messo in due tonneux a riposare. É un vino esplosivo che cambia continuamente, e da qui il suo nome. Sa di erba fresca bagnata, di salvia e di sale. 666 bottiglie, in etichetta un bruco che si trasforma in farfalla.

INTO THE WOOD, Schiava, vendemmia 2017. La fermentazione si è svolta in tonneux aperti, come nel caso del cabernet sauvignon. Terminata la fermentazione è stata svinata e messa all’interno di 3 barriques: una di primo, una di secondo e una di terzo passaggio. È una schiava dinamica, con un colore brillante che ricorda quello del pinot noir, ha una struttura equilibrata ma non esagerata, con sentori leggeri di legno e piccoli frutti rossi. Rispetto ad una vernatsch (schiava) classica ha molta più eleganza e un sorso più importante, dato anche da tannini più vivi. 999 bottiglie, in etichetta il tronco di un albero tagliato.

CUCKOOS EGG, nasce da una schiava tedesca (trollinger) vendemmiata nel 2018 e fatta fermentare in tonneux aperti. Come per la precedente schiava, una volta svinata, è stata messa in barrique dove ha svolto fermentazione malolattica. Ha un naso molto fruttato e un po’ ruffiano, quasi dolce, in bocca è equilibrata con un’acidità bilanciata e ben integrata all’interno della struttura del vino. 666 bottiglie, in etichetta il nido di un cuculo: come il cuculo usa il nido di altri, in questo caso l’azienda prende in prestito il vitigno di altri (il tedesco trollinger) al posto della locale vernatsch.

SANS, è il secondo sauvignon di questa linea, figlio della vendemmia 2018. Il nome rispecchia la caratteristica principale di questo vino: la totale assenza di solforosa aggiunta, sia dopo la fermentazione sia all’imbottigliamento. Anche in questo caso la fermentazione è avvenuta nei clayver di ceramica. Ad un naso inesperto potrebbe risultare un sauvignon atipico, ma scavando in profondità si rivela un sauvignon di razza. 666 bottiglie, in etichetta … nulla (senza).

HARDCORE è un gewurztraminer, vendemmia 2018, con tanta personalità e non adatto …ai deboli di cuore. 21 giorni di macerazione sulle bucce all’interno dei clayver. Ha un colore arancione brillante molto accattivante, in bocca è secchissimo con una struttura importante ma pur sempre elegante. Ha un’alta gradazione alcolica (15%) che però non incide sui profumi tipici di rosa e pesca. 800 bottiglie, il simbolo delle corna “hard rock” in etichetta.

RESISTANT è il primo PIWI ( varietà resistenti alle malattie fungine) della Cantina di Caldaro, vendemmia 2017. Questo vino nasce dall’unione di due varietà: souvignier gris e bronner. È un vino molto elegante e bilanciato, con note vegetali di timo e salvia e una dolcezza da pesca bianca, il sorso è lungo, minerale e fresco. 200 bottiglie, in etichetta un fungo porcino.

Alessandra Gianelli
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Mercato dei Vini FIVI: Piacenza Expo 23, 24 e 25 novembre 2019

Sono oltre 600 i vignaioli indipendenti che si potranno degustare a Piacenza il prossimo Mercato FIVI, il 23, 24 e 25 novembre.

Mercato dei Vini di Piacenza

Non sarà una semplice degustazione. Saranno infatti a disposizione dei visitatori dei carrelli della spesa per comprare alla fonte i vini dei vignaioli che più ci hanno convinto!

Noi di Vinocondiviso ci saremo…e voi???

Mercato FIVI Piacenza in breve:

Quando: sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 novembre 2019
Dove: PiacenzaExpo – Località le Mose, Via Tirotti, 11 – Piacenza
Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00, lunedì dalle 10.00 alle 16.00
Ingresso giornaliero: € 15.00 comprensivo di bicchiere per degustazioni Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso) e possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2019
Parcheggio: gratuito

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

Un progetto “DiVino” e la delegazione FIVI Oltrepò Pavese

Lo scorso 20 ottobre, oltre 300 persone hanno dato il benvenuto – nel cuore di Pavia, in una delle antiche sale della sua storica Università – alla nuova delegazione FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) dell’Oltrepò. Un luogo, questo, legato al progetto DiVino Argento che la neo-costituita delegazione sostiene, tanto che l’intero ricavato della serata è stato destinato a borse di studio per giovani ricercatori in ambito medicale che intendono curare le infezioni batteriche sfruttando le preziose sostanze naturali presenti nelle vinacce.

Scelta non casuale, quella di sostenere “Di Vino Argento”, poiché lega la ricerca medica alla chimica sostenibile, al mondo del vino e alla campagna, con ricadute positive sul territorio e i suoi abitanti a 360°.

Nasce così la delegazione FIVI, che raggruppa 35 vignaioli indipendenti dell’Oltrepò Pavese. Perché indipendenti? Perché, come gli altri 1.300 vignaioli FIVI di tutta Italia, essi non dipendono da nessuno per coltivare la propria uva, trasformarla in vino e vendere il frutto del loro duro lavoro. “Ho accettato molto volentieri l’invito a questa giornata e sono convinta che questo nuovo gruppo così unito possa far crescere la delegazione FIVI e dare un grandissimo apporto a far conoscere la qualità dell’Oltrepò Pavese”.

Con queste parole del presidente di FIVI, Matilde Poggi, chiudiamo l’articolo dando appuntamento a tutti al mercato FIVI che si terrà a Piacenza nei giorni 23, 24 e 25 novembre, invitandovi ad approfondire il progetto DiVino Argento e a dare anche voi un prezioso contributo.

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L’Oltrepò enogastronomico in prima linea per beneficenza

L’enogastronomia diventa sempre più spesso un’occasione per supportare attività benefiche. Con piacere noi di Vinocondiviso abbiamo partecipato, insieme a 100 altri invitati, alla cena di fine estate organizzata presso l’Hosteria La Cave Cantù di Casteggio. Tre chef – Damiano Dorati, dello stesso ristorante che ha ospitato l’evento, Antonio Danise, del ristorante Villa Necchi, e Rigels Tepshi, del ristorante Ottocentodieci – si sono alternati nella preparazione di piatti abbinati ai vini di note aziende dell’Oltrepò: Monsupello, Marchesi di Montalto, Conte Vistarino e Cà del Gé. Tutti con finalità benefiche. 

Lo ha spiegato in occasione della serata la dottoressa Patrizia Comoli del reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia, diretto dal Dott. Marco Zecca: “Il ricavato della cena sosterrà un programma di trattamento anticancro e antivirale. Si tratta di terapie cellulari personalizzate atte a prevenire la ricaduta leucemica e gravi patologie virali nei piccoli pazienti che ricevono un trapianto di cellule staminali. I contributi di iniziative benefiche come questa consentono di continuare nella ricerca, aprendo nuovi orizzonti terapeutici”.

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I 5 post di Vinocondiviso più letti nel 2018

Gli ultimi giorni dell’anno si avvicinano, è il momento di fare il punto della situazione e ripensare a cosa è successo nell’anno che sta giungendo al termine prima di gettarsi a capofitto sugli appuntamenti del prossimo 2019.

I 5 post più letti nel 2018
I 5 post più letti nel 2018

É con questo spirito che sono andato a spulciare le statistiche di Vinocondiviso.
Di seguito trovi i 5 post che nel 2018 sono stati più letti e più amati … anche da Google! 😉

Se c’è qualche post che ti è piaciuto particolarmente e che non risulta in classifica, condividilo nei commenti!

# 1 I profumi del vino: il peperone verde

La rubrica “I profumi del vino” è senza alcun dubbio la categoria più letta e meglio indicizzata sui motori di ricerca.
Tra i vari post dedicati agli aromi del vino vince nettamente l’approfondimento dedicato al peperone verde.

Link -> peperone verde

# 2 In visita da Roberto Conterno: rigore, poesia e Monfortino!

Roberto Conterno è sempre in cima a tutte le classifiche vinose e anche in questo caso l’interesse intorno a Conterno si conferma. Molto letto e condiviso il post-reportage apparso su Vinocondiviso che racconta della
visita a Monforte d’Alba.

Link -> Conterno

#3 L’amaro nel vino: quando il troppo stroppia

Post dedicato alle sensazioni amare nel vino. Segnatamente nei vini aromatici vinificati secchi o nei vini in cui l’uso del legno è gestito con imperizia.

Link -> L’amaro nel vino

#4 Vitigni autoctoni e biodinamica gli assi nella manica della Savoia

Un post del 2016 tra i più letti del 2018! Mi fa molto piacere sapere che l’interesse per i vini della Savoia continua a crescere.

Link -> Vini di Savoia

# 5 I Wine Box avranno successo anche in Italia?

In questo post analizzo invece un nuovo modo di acquistare il vino, i Wine Box.

Link -> Wine Box

Viaggio “a colori” nei vini dolci d’Italia

È da poco in libreria, edito da Giunti, “Il grande libro dei vini dolci d’Italia”, di Massimo Zanichelli, giornalista, degustatore professionista e documentarista.

Vini Dolci d'Italia - Massimo Zanichelli
Vini Dolci d’Italia – Massimo Zanichelli

Come già fatto nel suo precedente libro “Effervescenze, storie e interpreti di vini vivi”, Zanichelli non propone al lettore una guida o un semplice repertorio: emergono anche qui – nel racconto dei circa 350 vini citati – le individualità, la ricerca attenta sul campo e una narrazione mai leziosa.

In questa pubblicazione i vini sono classificati per colore in modo assolutamente inedito. Perché, come ci ricorda l’autore, “nessun vino ha l’ampiezza dei colori e lo spettro cromatico di quelli dolci”. Anzi, i vini dolci sono i più antichi e quelli che durano di più nel tempo.

Il lettore vieni accompagnato su e giù per l’Italia in un continuum geografico attraverso raggruppamenti tematici. In più arricchiscono il testo le etichette di ogni vino, più di 200 fotografie (la maggior parte delle quali scattate dall’autore) e una cinquantina di cartine.

Un libro sensoriale, colorato, trasversale. Dolce… e anche “non dolce”

Roberto Conterno non si ferma più e acquista Nervi a Gattinara!

La notizia è clamorosa: Roberto Conterno dopo aver ampliato i vigneti di proprietà in Langa continua lo shopping ed acquista nientemeno che Nervi, storica azienda di Gattinara.

breaking news: Conterno acquista Nervi
breaking news: Conterno acquista Nervi

La notizia è filtrata attraverso i social di un importatore estero dei vini di entrambe le aziende.

Contattato mi ha confermato lo scoop, allegandomi addirittura la mail ricevuta da Cantine Nervi, come ho documentato sulla pagina Facebook di Vinocondiviso.

Ti terrò aggiornato degli sviluppi di questa notizia. Stay tuned!

3 vini del Lago di Garda

Ti ho già parlato dei wine box, ovvero di bottiglie di vino che è possibile farsi recapitare da nuova canali di acquisto – spesso si tratta di start-up web – che tramite una sorta di abbonamento i wine lover ricevono a casa ogni mese. Una selezione di vini “alla cieca”; vini scelti quindi non dall’acquirente, ma dagli “esperti” della piattaforma.

Insomma sei pronto ad accettare la scommessa e degustare vini che magari non avresti scelto? Di zone che frequenti meno e su cui, chissà, nutri qualche pregiudizio?

Ho voluto provare il servizio di Sommelier Wine Box facendomi recapitare la prima wine box. Ho così scoperto che era tutta dedicata al Lago di Garda.

3 vini del lago di Garda
3 vini del Lago di Garda

Ecco i tre vini che sono stati recapitati e che ho degustato:

Lugana Ancilla 2015 – La Ghidina

Ancilla è un’azienda agricola formata da due distinte tenute (La Ghidina e Cadellora). Il vino in questione è ottenuto da sole uve Turbiana, in particolare dalle piante più vecchie della tenuta La Ghidina (il vigneto risale al 1976). Prima della vinificazione i grappoli vengono appassiti per 40 giorni in cassetta. Il vino affina in barrique usate con i lieviti tenuti in sospensione (bâtonnage).
Il vino sa di frutta gialla e fiori dolci, mango e melone bianco. Il sorso entra caldo e piuttosto ampio, saporito. La dinamica è appoggiata sulla morbidezza, a mio gusto forse un po’ troppo…avrei preferito un nerbo acido maggiore. Chiusura appena abboccata. Rassicurante. 

Freudo Rosso Veneto IGT – Azienda Agricola San Zeno

Ci troviamo a Bardolino. Qui l’Azienda Agricola San Zeno si dedica all’uva da vino fin dall’800 anche se la scelta di imbottigliare e commercializzare il proprio vino è più recente.
Il colore del vino in questione – 100% Corvina – è un rubino chiaro e trasparente, molto luminoso. L’olfatto è dapprima sulla rosa canina per poi aprirsi su golose note di gelatina ai frutti di bosco. La bocca è semplice, piacevole nell’incedere che risulta scorrevole e sapido. Non particolarmente lungo ma di gran beva. Sbarazzino.

Bardolino 2015 – Le Fraghe

Matilde Poggi oltre a seguire in prima persona Le Fraghe, azienda biologica di riferimento del Bardolino, è anche il Presidente della Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti (FIVI).
Il Bardolino 2015 ha un bel coloro rubino chiaro con riflessi porpora. L’olfatto è accattivante e sa di ciliegia, fragola e roselline fresche con, dopo qualche minuto di ossigenazione, un curioso tocco di anice. Bocca agile e sapida, finta semplice, di grande soddisfazione. Lunga e delicata la persistenza. Personalità con grazia.

E tu? Quali sono i vini del Garda che ami?