C’era una volta un pilota di aeroplani…

Tommaso, un nostro lettore originario di Montalcino, ci invia questo contributo con il quale auguriamo a tutti un sereno 2022!

C’era una volta un pilota di aeroplani, che un bel giorno planò leggero su un luogo speciale.

Un posto chiamato Cerbaiona, a Montalcino, più precisamente sul versante nord-est, dove il galestro e la sabbia abbondano nel terreno e lo rendono perfetto per il sangiovese. È lì che Diego Molinari assieme alla moglie Nora crearono la loro azienda, coltivando dagli anni Settanta un appezzamento di appena 3,2 ettari, del quale 1,7 dedicato al Brunello.

Brunello di Montalcino 2008 – Cerbaiona

Con lo scorrere del tempo, e dopo aver mostrato al mondo la sua magia, Diego volò via da questa terra, ma prima di farlo vendette la sua amata Cerbaiona nel 2015 a un gruppo di investitori americani, affinché il frutto del suo lavoro continuasse a vivere anche dopo di lui.

Chi nella vita terrena ha fatto grandi cose, lascia ai posteri l’opportunità di farsi rivivere attraverso le proprie opere. E così, in una serata avvolta da un velo di dolce nostalgia, ho incontrato la magia creata da Diego Molinari negli anni in cui lavorava attivamente in vigna e in cantina.

Dopo aver tolto via la polvere dalla bottiglia di Brunello di Montalcino trovata in cantina, affondo il verme nel sughero, tiro su con decisione e delicatezza il tappo ancora perfettamente integro e verso il vino nel calice, lasciando effondere nell’aria i vapori di questa 2008.

Subito un caldo aroma di amarena matura, una nota ematica, un fiore carnoso. E poi il profumo di sottobosco, di cuoio, di resina di pino e tartufo nero.

La sensazione è quella di addentrarsi nella boscaglia una giornata autunnale, con il sole che penetra tra i rami.

Un vino nella sua piena maturità, ma allo stesso tempo vivace e desideroso di mostrarsi in tutta la sua bellezza.

L’assaggio comprova questa energia che al naso si cela appena dietro un certo candore autunnale e decadente: un’acidità prorompente si riversa in bocca ad ogni sorso con ampiezza e slancio, ritmato da un tannino raffinatissimo, che lo rende potente e aggraziato allo stesso tempo. Un vino raro, cupo e vitale, unico come l’occasione di berne una bottiglia, la manifestazione immortale di un gesto d’amore.

Tommaso Migliorini
Instagram: @tommaso.migliorini

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