Abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad una serata conviviale tra appassionati dedicata ai vini del Jura. La serata è stata organizzata da Casa Nuvola, un wine club privato che è nato a Milano ad opera di Marco e Valentina, appassionati di vino e gastronomia oltre che splendidi padroni di casa. Ciascuno ha contribuito con una bottiglia jurassica, ne è venuta fuori una bevuta interessantissima.
Ecco qualche nota sui vini, con in grassetto i vini che ci sono piaciuti di più.
- Aperitivo e vini rossi
Crémant du Jura “Blanc de Noirs” – Domaine André et Mireille Tissot
Côtes du Jura Poulsard “Sous Le Monceau” 2023 – Buronfosse
Vin de France “Le Moulin neuf” 2022 – Domaine des Cavarodes
Arbois Trousseau “Le Clousot” 2023 – Michel Gahier
Più che discreta la bollicina da pinot noir del Domaine Tissot, minerale e con un’intrigante ossidazione controllata. Tra i vini rossi la nostra preferenza è andata al vino del Domaine des Cavarodes, un singolare blend di poulsard e mondeuse. Il vino risulta piuttosto articolato al naso tra note di arancia e mineralità scura, cannabis e fiori rossi. Sorso originale per la zona con un tannino croccante ed una grande beva, fresca e dinamica. Ottima la persistenza in chiusura.


- I vini bianchi
Vin de France Chardonnay “Les pieds d’argent” 2023 – Thibaud Pierson
Côtes du Jura Melon à Queue Rouge vieilles vignes 2023 – Philippe Chatillon
Côtes du Jura Chardonnay “Lias” 2022 – Domaine Labet
Côtes du Jura Savagnin “Face B” 2023 – Les Bottes Rouges
Côtes du Jura Savagnin “Pressé” 2019 – Domaine des Cavarodes
Côtes du Jura Savagnin “En Chalasse” 2022 – Domaine Labet
Arbois Fleur de Savagnin 2018 cuvée “R” 2018 – Domaine de la Tournelle
Vin de France “Potion Magique” – L’Octavin
Arbois Savagnin sous voile 2019 – Domaine de la Touraize
L’Etoile Savagnin 2019 – Domaine de Montbourgeau
Vincitore della serata, per chi scrive, la cuvée speciale e rara, “R” appunto, che il Domaine de la Tournelle ha ideato come una sorta di assicurazione sulla grandine e il maltempo “in natura”, ovvero delle bottiglie/tesoretto, ottenute da selezioni effettuate dall’azienda, dedicate ad amatori e collezionisti. Si tratta di un savagnin da fermentazione spontanea e affinato ben 48 mesi. Un vino che sa di fumo, pietra focaia, frutta secca, agrumi (lime), spiccata mineralità…sorso freschissimo, l’acidità rende la beva leggera e gustosissima, il sorso però non è affatto stretto, la materia è piuttosto ricca e il vino risulta anche di volume, dalla progressione entusiasmante. Salata la chiusura che è, ça va sans dire, dalla persistenza infinita. Sul podio della serata anche i due vini del Domaine Labet, entrambi eccellenti e caratterizzati dalla consueta e sontuosa mineralità.
Da segnare anche il vin de voile del Domaine de Montbourgeau, vino ossidativo di grande complessità e perfetto per la chiudere in bellezza la degustazione.
Diego Mutarelli
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