La ribolla gialla di Damijan

Damijan Podversic, allievo di Gravner, è uno dei più interessanti rappresentanti dei cosiddetti orange wines del Collio goriziano (siamo vicinissimi al confine con la Slovenia). I vini bianchi di Damijan sono tutti macerati e quindi assumono una tonalità ambrata e vivace molto accattivante.

La filosofia dell’azienda è decisamente non interventista, quindi lieviti indigeni ed in generale grande rispetto per la terra (il diserbo è meccanico ed in vigna si usa solo rame e zolfo).

ribollagiallaVenezia Giulia IGT Ribolla Gialla 2010 – Damijan Podversic

Oggi ho stappato la Ribolla Gialla 2010 di Damijan Podversic. Il naso decisamente accattivante e complesso: timo, zenzero, macchia mediterranea, chiglia di nave, frutta gialla (albicocca) disidratata. La bocca ha calore e volume, gli manca forse la dinamica delle annate migliori (la 2010 da queste parti non è stata un’annata felice). La chiusura è piuttosto rapida ma “appoggiata” su una grande sapidità.

84/100

 

 

Rossese di Dolceacqua: what else?

Oggi avevo voglia di un vino spensierato ma non banale, agile ma anche articolato nella dinamica. In cantina lo sguardo è caduto sul Rossese di Dolcecqua 2012 di Terre Bianche. Questo per l’esattezza 🙂 :

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Il vino lo ricordavo più semplice al naso invece qualche anno in cantina gli ha fatto bene! Sentori di geranio, ribes, macchia mediterranea rendono il vino fin da subito accattivante, ma poi arriva anche una mineralità scura, un cenno di dattero, spezie in formazione…in bocca è fin dall’ingresso furiosamente sapido, il frutto bilancia bene e accompagna il sorso sostenuto da ottimo nerbo acido. Chiude sapido e piacevolmente amaricante con un alcol che pizzica appena. Grande riuscita per questo vino “base” che, a differenza del cru Bricco Arcagna, fa solo acciaio.

89/100

 

Complimenti a quel Filippo Rondelli che è senz’altro uno dei fari dell’antica, ma solo di recente “riscoperta” e rilanciata, denominazione.

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Dolceacqua

Pesticidi in vigna: i produttori sono le prime “vittime”

In Italia se ne è parlato poco ma in Francia ha fatto scalpore, lo scorso 2 febbraio, il servizio della trasmissione di inchiesta di France 2 – Cash Investigation – intitolato “Prodotti chimici, i nostri bambini in pericolo” (traduzione mia).
220px-warning2pesticidesNe ha parlato diffusamente anche La Revue du Vin de France, di gran lunga la più autorevole rivista di settore in Francia.

I giornalisti si sono recati in Médoc ed hanno incontrato i bambini di una scuola circondata dalla vigne. Bellissima scuola dirai tu (ed ho pensato anche io) ma…amara sorpresa! Analizzando i capelli dei bambini sono stati rilevati tassi di pesticidi del tutto fuori controllo.

Lo stesso ministro dell’agricoltura, interpellato in proposito, si è dimostrato allarmato per un utilizzo eccessivo di pesticidi, in particolare nelle regioni vitivinicole Gironde e Marne.

Grazie ad inchieste di questo tipo anche nel Médoc la sensibilizzazione ad un uso moderato dei pesticidi e della chimica in vigna si sta facendo strada. I primi a rimetterci in salute, oltre che in reputazione, sono infatti proprio i vignaioli e le loro famiglie. Ad oggi sono quasi 8.000 gli ettari del terroir bordolese coltivati in biologico, compresi alcuni crus classés (Pontet-Canet, Palmer).

Cosa ne pensi? Sei un produttore e vuoi dire la tua?