“Concrete” 2015: concretezza e bevibilità del Montepulciano di De Fermo

Come promesso qualche post fa, ti relaziono su di un vino che ho acquistate nel corso della mia recente visita presso l’azienda agricola De Fermo. Si tratta di un montepulciano che, dopo cinque giorni di fermentazione a grappoli interi, viene vinificato ed affinato in cemento.

Il risultato è quello di un vino beverino, meno muscolare dei Montepulciano d’Abruzzo tradizionali che ti aspetteresti, ma che non tradisce il vitigno di provenienza: si tratta infatti di un vino agile per la tipologia ma comunque con una certa “fibra” ed uno sviluppo gustativo che lascia emergere un’interessante nota minerale.

Montepulciano D’Abruzzo “Concrete” L.A. 2015 – De Fermo

Il vino si presenta in veste porpora con riflessi violacei. Al naso parte ridotto ma si pulisce rapidamente lasciando emergere aromi di fiori (peonie, viole) e frutta di una certa dolcezza (marasche, fragole). A bicchiere fermo fa capolino un’interessante nota ferrosa.
La bocca è solleticata da una sottilissima carbonica, a dimostrazione dell’estrema gioventù del vino. L’acidità veicola il sapore e sorregge il sorso caratterizzato da un tannino fitto ma vellutato (velluto a coste larghe!) con la scia minerale presente in chiusura. Persistenza molto buona.

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Plus: vino mobile, da attendere nelle sue fasi più scorbutiche (ma mai “sporche”) di riduzione o di presenza della CO2, per poi apprezzarlo nella sua versatilità a tavola come a merenda!

Da bere leggermente fresco di cantina.

Loreto Aprutino ha un nuovo punto fermo: De Fermo

C’è un nuovo grande produttore in quel terroir straordinario di Loreto Aprutino. Non bastavano Valentini e Torre dei Beati agli appassionati dei vitigni abruzzesi evidentemente!

Approfittando delle vacanze pasquali ho avuto l’occasione di visitare l’azienda agricola De Fermo che si dedica all’agricoltura, e non solo alla viticoltura, dal 1785. Ma, in Contrada Cordano, frazione di Loreto Aprutino dove si trova l’azienda, l’olivicoltura e la viticoltura sono documentante addirittura dal IX secolo.

De Fermo: vigne
De Fermo: vigne

La vigna è tutta a spalliera e occupa poco meno di 17 ettari ad un’altitudine di 280-320 metri slm.

Mi ha accolto in azienda Stefano Papetti Ceroni che, con la moglie Eloisa, conduce brillantemente l’azienda che solo in tempi recenti (dall’annata 2010) ha deciso di imbottigliare i propri vini.

La filosofia De Fermo si basa sull’ascolto dell’ecosistema in cui è  immersa, la scelta biologica e biodinamica è stata quindi naturale ma non ostentata né, tanto meno, riportata in etichetta. La cantina si muove di conseguenza: fermentazioni spontanee e lieviti autoctoni, nessun controllo delle temperature, banditi batteri o enzimi. Nessuna chiarifica, stabilizzazione o filtrazione. In azienda non c’è nessun contenitore di affinamento in acciaio, solo cemento e legno (botti e tonneaux).

Circa 40.000 le bottiglie prodotte da uve montepulciano, pecorino e chardonnay (clone presente in azienda da inizio ‘900).

Ho assaggiato da botte il Cerasuolo d’Abruzzo “Le Cince” 2016 fresco e delicato, profumatissimo di fragoline e rose, di grande eleganza e sapidità in bocca. Vino da merenda o da tavola gourmet, versatile e beverino ma assolutamente da prendere sul serio. Un rosè senza alcun complesso di inferiorità. Il vino è ottenuto – naturalmente – da montepulciano e fermenta in legno e cemento affinando 8-10 mesi in botti grandi.

Secondo assaggio, sempre pre-imbottigliamento, con il Montepulciano d’Abruzzo “Concrete” 2016. Un montepulciano che, a partire dalla rapida fermentazione a grappoli interi (alla maniera di quanto si fa a Morgon e dintorni) vuole essere più agile ed immediato del classico montepulciano dalle “spalle larghe” (che pure è in gamma, si chiama Prologo): il tentativo riesce, il Concrete – così chiamato perché fermenta e affina solo in cemento – è un montepulciano floreale e fruttato senza eccessi tannici né note di surmaturazione.

Rimani in contatto…ho preso qualche bottiglia da degustare e di cui relazionerò a breve su questi schermi!