Come invecchia il Rossese di Dolceacqua: Migliarina 2010 – Rondelli

Come sai già ho una certa predilezione per il Rossese di Dolceacqua, te ne ho parlato spesso (ad esempio vedi il resoconto di questa degustazione AIS) anche se era da un po’ che non stappavo una bottiglia con calma.

Oggi ti racconto di una bottiglia con qualche anno sulle spalle dell’ottimo Roberto Rondelli, produttore molto interessante, l’unico a vinificare il vigneto Migliarina, vero e proprio monopole di Dolcecaqua.

Rossese di Dolceacqua
Rossese di Dolceacqua “Migliarina” 2010 – Rondelli

Rossese di Dolceacqua “Migliarina” 2010 – Rondelli

Colore granato chiaro e trasparente.

Naso molto elegante e sfaccettato: roselline rosse e violetta, ribes, scorza di agrumi, macchia mediterranea, chiodo di garofano, asfalto e sul fondo i datteri.

L’ingresso in bocca è pulito, saporito e di buon volume. Lo sviluppo ha un una leggera battuta d’arresto in centro bocca, come un deficit di polpa e intensità, ma il vino chiude convincente: sapido e profondo, con acidità presente che contribuisce a lasciare la bocca tersa e pronta ad un nuovo sorso.

86

Un vino che è invecchiato bene, con un naso intrigante in un mix di fiori, frutto e terziari in formazione. La bocca è ancora in ottima forma, non migliorerà ulteriormente ma terrà bene ancora qualche anno.

Rossese di Dolceacqua Superiore Posaù 2010 – Maccario Dringenberg

Da parecchio non scrivo di Dolceacqua, territorio e vino che amo molto e di cui sul blog ho parlato in uno dei primi post. Ora è il turno di un vino di Maccario-Dringenberg, uno dei produttori che più ha contribuito al rilancio della denominazione. Ho scelto una bottiglia con qualche anno sulle spalle perché il Rossese sa, anzi deve (!), invecchiare almeno qualche anno in bottiglia.

Rossese di Dolceacqua Superiore Posaù 2010 - Maccario Dringenberg
Rossese di Dolceacqua Superiore Posaù 2010 – Maccario Dringenberg

Rossese Superiore di Dolceacqua Posaù 2010 – Maccario Dringenberg

Rubino chiaro con riflessi granato, olfatto marino e di macchia mediterranea, spezie e roselline rosse, fragoline e un tocco di frutta più matura (c’è da giurare che il dattero, frutto che accompagna l’evoluzione dei migliori rossese, apparirà tra qualche mese).

La bocca entra ampia, intensa e si muove morbida e piuttosto calda. Il titolo alcolometrico di 14% tende a scappare un po’ in chiusura di bocca che però, fortunatamente, è sapida piccante.

84