Ahr Frühburgunder Goldkapsel “Jubilus” 2018 – Weingut Kriechel

Non è la prima volta che parliamo della culla del pinot nero in Germania, ovvero dell’Ahr e dei suoi vini.

Continuiamo dunque ad assaggiare vini dell’Ahr. Questa volta tocca alla meno comune varietà del pinot nero, ovvero a quel frühburgunder che rappresenta la mutazione spontanea e precoce dello spätburgunder (in tedesco früh = presto; spät = tardi).

Weingut Kriechel è un’azienda familiare che può vantare di ben 28 ettari di vigna; i 4 ettari dedicati al frühburgunder ne fanno il più grande produttore di frühburgunder dell’Ahr.

Ahr Frühburgunder Goldkapsel “Jubilus” 2018 – Weingut Kriechel

Rosso rubino chiaro il colore.

Naso accattivante ed immediato di ribes nero e confettura di lamponi, geranio, spezie orientali.

Sorso agile ma di grande impatto e personalità, il frutto e le spezie che l’olfatto anticipa si confermano in bocca. Acidità e polpa sono ottimamente bilanciate e lo sviluppo risulta ben sostenuto, con alcol e materia fruttata che conferiscono al vino un profilo ricco ma non “imbalsamato”. In chiusura si avverte un tannino appena scomposto e un calore alcolico che non ti aspetti da un vino nordico di questo tipo.

Chiude persistente su ritorni speziati e floreali.

Plus: vino di impostazione moderna per estrazione e uso – assennato – del legno, il risultato complessivo è di un vino equilibrato ed espressivo.

Minus: un pizzico di alcol in chiusura che scappa di mano

Diego Mutarelli
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Assaggi d’agosto (capitolo 4)

Il mese d’agosto volge al termine, ma siamo in tempo per parlare ancora di due vini che ci sono piaciuti particolarmente.

Pessac – Léognan AOC Blanc 2008 – Château Smith Haut Lafitte

I Bordeaux blanc sono tra i vini bianchi più complessi che si possano degustare, soprattutto grazie ad un olfatto particolarmente ampio, ricco, che qualche detrattore potrebbe definire persino barocco. Anche questo vino, dello Château Smith Haut Lafitte, non fa eccezione in quanto a complessità. Il vino che abbiamo nel bicchiere è ottenuto da sauvignon blanc in prevalenza (90%), con sauvignon gris e sémillon in parti uguali a completare il blend che viene affinato interamente in barrique della tonnellerie aziendale.

Il colore è giallo dorato di vivida lucentezza, l’olfatto si apre su note di vaniglia e cioccolato bianco per poi progredire verso l’agrume (cedro candito), la frutta gialla e la polvere da sparo, ma nel corso della serata l’evoluzione del vino, ancora perfettamente integro, ha messo in mostra anche altro come spezie, alghe, note salmastre e marine. In ingresso il vino satura il cavo orale con potenza e volume ma senza eccessi alcolici, anzi il sorso è, per la tipologia, piuttosto dinamico e con un’ottima progressione, l’acidità sostiene lo sviluppo e accompagna il vino in un finale succoso e lunghissimo.

Ahr Spätburgunder “1 Ahr” 2018 – Weingut Nelles

Come promesso in altro post, continuano i nostri assaggi di pinot nero dell’Ahr. Questa volta tocca ad un vino di Weingut Nelles, vino che ci conferma ancora una volta come lo spätburgunder di queste zone non coltivi alcun complesso di inferiorità.

Un bel rosso rubino con riflessi porpora illumina il calice. Naso molto invitante di fruttini rossi (ribes, fragoline di bosco), viola, incenso e una netta nota minerale. Un’acidità ben presente ma calibratissima veicola il frutto e aiuta il vino nello sviluppo. L’incedere è dolce e soave, agile e goloso. Chiude, non lunghissimo ma di ottima pulizia, su note di liquirizia e frutta rossa.

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Ahr, la culla del pinot nero in Germania

Non tutti sanno che la Germania si colloca al terzo posto nel mondo come ettari vitati a pinot nero. Prima di lei solo, come è ovvio, la Francia e, quindi, gli USA.

In particolare, è l’Ahr la regione di Germania più vocata al pinot noir, o meglio spätburgunder. L’Ahr è una delle zone più settentrionali della Germania, la viticoltura si sviluppa lungo l’omonima valle, lunga appena 24 kilometri, in cui scorre l’Ahr, affluente del Reno. Il pinot nero la fa da padrone e, insieme al portugieser e alla ricercata varietà precoce del pinot nero frühburgunder, copre oltre l’80% dei circa 550 ettari vitati.

Una regione dunque rossista che mi è venuta voglia di approfondire dopo il sorprendente assaggio di questo vino di Jean Stodden.

Ahr Spätburgunder 2019 – Jean Stodden

Di un colore rubino chiarissimo, il vino si dipana tra note di melograno e ribes, qualche spezia mai prevaricante (incenso e pepe verde), ma anche scorza d’arancia e roccia.

Bocca agile e saporita, si sviluppa con grande dinamica e tensione grazie ad un’acidità rinfrescante ma perfettamente integrata nel corpo del vino che, pur non essendo esile, risulta piuttosto snello.

La chiusura è su ritorni di frutta acidula (ribes), spezie e liquirizia.

Plus: spätburgunder di grande interesse per Jean Stodden, uno dei più importanti interpreti dell’Ahr. Il vino in questione, pur essendo un vino “di ingresso” della gamma aziendale, mette in luce grandi qualità del produttore quali il sapiente uso del legno e la capacità di ottenere vini scorrevoli e facili da bere che però non rinunciano all’aspirazione di proporre un grande pinot nero anche lontano dalla Borgogna.

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