Champagne, riesling ed altri bianchi…

Oggi ti racconto di una degustazione mista a cui ho partecipato grazie all’invito di un amico. Il piacevole incontro – cena con vini portanti da noi bevitori – si è tenuto presso la Trattoria Armando & Christian, ristorante sardo in zona Porta Genova a Milano.
Ad accompagnare saporiti ed abbondanti piatti di pesce abbiamo degustato alla cieca solo champagne e vini bianchi.

Champagne, riesling e altri bianchi...
Champagne, riesling e altri bianchi…

Ecco le mie sintetiche impressioni:

Champagne BdB Grand Cru “Cuvée Le Mont Aigu” – Jack Legras
Primo naso molto sul frutto (persino lampone), poi floreale dolce e calcare.
La bocca si sviluppa con una certa morbidezza, l’acidità c’è ma è meno pronunciata rispetto a molti “moderni” BdB. La chiusura è comunque piacevolmente sapida e pulita.
Champagne semplice ma gradevole, soprattutto a tavola.

Champagne brut Rosé de Saignée – Voirin-Jumel
Colore rosso chiaro più che rosé. Olfatto di fragoline di bosco e mineralità scura.
Bocca saporita, quasi vinosa.
Vino che, sebbene sia migliorato molto nel bicchiere, ho trovato “faticoso”.
Da uno champagne cerco altro.

Champagne brut Vintage 2008 – Veuve Clicquot
Mineralità e frutta bianca al naso.
Bocca di acidità molto sostenuta ma progressione poco armonica.
Il vino risulta piuttosto “brusco” in sviluppo ed anche in chiusura.
L’annata 2008, magica in champagne, non è stata celebrata al meglio.

Sancerre Les Monts Damnés 2014 – Pascal Cotat
Naso complesso e riconoscibilissimo di agrumi (pompelmo e mandarino), fiori bianchi, sedano, pepe bianco.
La mineralità c’è sia al naso sia in bocca, ma è sottile, accompagna le altre sensazione senza mai diventare prevaricante.
Bocca succosa, dritta e saporita dalla progressione profonda.
Chiusura sapida e persistenza lunghissima.

P.s.: sono molto contento della performance di Pascal Cotat i cui ultimi assaggi non mi avevano convinto.

Chablis 1er cru v.v. Montmains 2015 – Guy Robin
Naso che si apre su note vegetali, poi frutta bianca e cereali.
Non così elegante lo sviluppo in bocca. Mi è sembrato un vino dalla materia piuttosto debole e poco profondo.

Alsace Grand Cru Riesling Muenchberg 2008 – Ostertag
Naso contraddittorio: idrocarburi e zafferano, nespola e note casearie.
Bocca amarognola e corta.
Vino (o bottiglia?) non riuscito, poco fine.

Saar Riesling 2015 – Van Volxem
Naso ricco ed esotico: cocco, mango, vegetale, spezie…
Bocca secca e profonda dallo sviluppo un po’ rigido.
Vino comunque piacevole.

Nahe Traiser Rotenfels Riesling Auslese 1992 – Crusius
Vino che apre imperfetto al naso (cassettone della nonna) per poi liberare note dolci di macedonia di frutta matura, miele, cedro.
Bocca quasi secca anche se non così lunga.
Vino interessante.

Etna Bianco Superiore 2012 “Pietra Marina” – Benanti
Naso poco espressivo e “freddo”, individuo solo una generica frutta bianca accompagnata da note di anice.
Poco espressivo anche in bocca, bloccato nello sviluppo e vuoto.
Poco convincente.
Vino che fa solo acciaio ma che manca degli aromi e della mineralità che hanno fatto di Pietra Marina il bianco etneo di riferimento.
Troppo brutto per essere vero (bottiglia infelice?).

 

 

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