Il carignano che nasce dal buio di una miniera ma in bottiglia splende!

Una delle cose più affascinanti del mondo del vino sono le storie, sì le storie che si nascondono dietro le bottiglie e che hanno originato il liquido che si trova nel calice. Non parlo del farlocco storytelling commerciale, ma di quelle storie che sono memoria e danno senso al vino. Succede quando il dettaglio organolettico, pur importante, si completa e si integra perfettamente con la nascita della vigna che origina il vino che si ha di fronte.

Ci troviamo in Sardegna, a Carbonia, un centro nato – il nome del comune è esplicativo – per le maestranze che lavoravano nelle miniere di carbone che furono avviate intorno agli anni 30 del Novecento dal regime fascista per sopperire alle necessità energetiche dell’Italia negli anni dell’autarchia.

Il padre di Enrico Esu era allora un minatore innamorato della vigna. Nonostante la stanchezza del lavoro in miniera, o forse chissà proprio per la necessità di cercare luce, nel poco tempo libero si dedica alla vigna e nel 1958 pianta la prima vigna a piede franco di carignano.

Gli alberelli di carignano di Enrico Esu (Photo Credit: Nero Miniera)

Oggi l’attività è portata avanti da Enrico, figlio di quel minatore vignaiolo, che fa risplendere di luce il vino nato nella terra del carbone, tra sugherete secolari e terreni sabbiosi.

Carignano del Sulcis “Nero Miniera” 2017 – Enrico Esu

Colore rubino compatto con riflessi ancora porpora, da vino quasi imberbe!

Olfatto di arancia rossa, ribes, floreale fresco, macchia mediterranea, grafite…per nulla cupo insomma ma con un’intrigante nota di mineralità scura che non è solo suggestione dovuta alla storia del vino e alla zona di provenienza.

La materia invade il cavo orale di buon volume accompagnata da un certo calore alcolico (14%) che però non è assolutamente preponderante, dialoga invece con un’acidità agrumata ben integrata.

Anche in chiusura torna l’agrume (scorza d’arancia), insieme a fiori rossi e ferro con un tannino che dà grip e sapore. Persistenza veramente notevole ma senza ostentazione di potenza fine a se stessa.

Plus: potenza e alcol, finezza e lunghezza vanno a braccetto in questo vino espressivo e luminoso benché giovanissimo. Evolverà e migliorerà ancora.

90

P.S.: ringrazio l’ottimo podcast Vino al Vino 50 anni dopo che, nella puntata dedicata al viaggio di Mario Soldati in Sardegna ha parlato di questo vino e mi ha incuriosito…

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