Summus 1998 Banfi: non fa male! non fa male! non fa male!

Questo vino sonnecchiava nella mia cantina da tempo e ben mi guardavo dal destarlo. Il pre-giudizio sui vini di Banfi unito alla convinzione di quanti danni abbiano fatto i vitigni “migliorativi” in Toscana (soprattutto dalle parti di Montalcino) mi teneva lontano dalla bottiglia. Poi ho deciso che dovevo farlo, per il bene dei miei 25 lettori e per scopo – quantomeno – didattico. Pronto ad ingaggiare una sfida alla Rocky l’ho infine bevuto!

Sant’Antimo DOC “SummuS” 1998 – Castello Banfi

Il colore del vino è integro, rubino intenso e carico con solo qualche sfumatura che vira al granato. Mi aspetto note vanigliate dovute alla lunga sosta in barrique ed invece il naso è sorpreso da una certa complessità: prugna, note balsamiche, cioccolatino alla ciliegia, asfalto, fiori macerati, pepe verde, delicato peperone arrostito e tabacco. Il blend di Sangiovese (45%), Cabernet Sauvignon (40%) e Syraz (15%) insomma.

La bocca è piuttosto larga, giocata sulle morbidezze con un tannino ormai risolto e con una dinamica piuttosto semplice, manca di un po’ di grip. Chiude leggermente amaricante (tannini da legno) e con una persistenza solo discreta.

82

Nel complesso il vino non ha sfigurato, lontano dai profili di vino che amo (manca un po’ di nerbo, di sapidità e profondità) però distante dal vino caricaturale che, colpevolmente, mi aspettavo.

Insomma Rocky: “non fa male, non fa male non fa male!”

2 pensieri su “Summus 1998 Banfi: non fa male! non fa male! non fa male!

  1. Buonasera Alberto, nessuno ha la sfera di cristallo quindi non è semplice rispondere alla domanda, ma le dico comunque la mia.
    La 2017 in Toscana (e non solo) è stata calda e siccitosa, i vini coerentemente (anche rispetto a quanto assaggiato finora) sono molto sul frutto con acidità non molto pronunciate. Quindi io aspetterei sicuramente qualche anno ancora, soprattutto se si vuole che il tempo smussi il tannino e digerisca un po’ di legno.
    Poi però è questione di gusti, se le piace un profilo di vino potente, sul frutto e sulle spezie dolci può goderselo anche subito.

    Personalmente lo berrei tra qualche anno (ad esempio dal 2025) ma non attenderei troppo comunque (non è questa l’annata da cui mi aspetto grande potenziale evolutivo).

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